Cinque Stelle di nostalgia. Sulla legge elettorale è ritorno al passato: vogliono proporzionale e preferenze

di Alessia Vincenti
Politica

La bordata è arrivata a metà mattinata. “L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale”. Firmato Movimento 5 Stelle. Così  ieri 7 deputati grillini – fra i quali Danilo Toninelli, Fabiana Dadone e Riccardo Nuti – hanno presentato una mozione per impegnare la Camera “ad approvare in tempi rapidi una nuova legge elettorale con formula proporzionale in circoscrizioni medio-piccole e modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”. Un sistema a turno unico e  senza premio di maggioranza che ricalca il cosiddetto “Democratellum”, presentato dal Movimento nel 2014. Scrivono ancora gli esponenti 5 Stelle: “Oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori”, il sistema proposto “favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese” e avvantaggia “l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti disincentivando frantumazioni e scissioni”.

CONTRATTACCO
Decisione, quella di Toninelli e compagni, che ha dato il via libera a una girandola di reazioni. A cominciare da quella del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. “Noi siamo totalmente disponibili a cambiare”, ha spiegato al termine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York. “Per il M5S il ballottaggio è antidemocratico, non credo che Chiara Appendino e Virginia Raggi siano d’accordo sennò non sarebbero state elette, ma è un fatto di chiarezza. Ora – ha aggiunto Renzi – aspettiamo Berlusconi e Salvini così tutte le posizioni sono in campo e poi faremo le modifiche”. Più in generale, comunque, i dem (la cui riunione di gruppo per discutere della legge elettorale è slittata a oggi pomeriggio) rispediscono la proposta al mittente. “Il M5S vuole il ritorno alla prima Repubblica. Proporzionale e preferenze al posto dell’Italicum, alla faccia del nuovo”, ha twittato il senatore Andrea Marcucci. Gli ha fatto eco Giorgio Tonini: “Così i 5 Stelle devono accettare le alleanze in Parlamento per dar vita al governo”.

TESTO COMUNE
In serata, al termine di una riunione dei capigruppo di maggioranza, il presidente dei deputati del Pd, Ettore Rosato, ha comunicato la presentazione di un “testo comune che confermi l’impegno di Renzi alla disponibilità ad un lavoro del Parlamento per modificare l’Italicum”. Poche ora prima, però, il senatore della minoranza dem Federico Fornaro aveva annunciato che il testo del cosiddetto “Mattarellum 2.0” sarà presto depositato a Palazzo Madama. Non cambia invece la posizione di Forza Italia, che come la Lega Nord non presenterà mozioni. “Credo che un vero tavolo sulla legge elettorale si dovrà aprire dopo l’esito del voto referendario”, ha detto Giovanni Toti. Intanto oggi pomeriggio la Camera comincerà la discussione delle mozioni già presentate (in primis quella di Sinistra italiana). La partita è appena cominciata.