Cinque Stelle e Leu rinfrescano la memoria alla Difesa. Nel 2014 una mozione del Pd dimezzò la spesa per gli F-35. Ferrara (M5S): “Guerini rinnega anni di battaglie del suo partito”

di Antonio Acerbis
Politica

L’intervista del ministro Lorenzo Guerini al Corriere ha creato nuovo caos all’interno della maggioranza. Se da una parte l’anima più pacifista del Pd ha preferito tacere, dal Movimento cinque stelle e da Leu le dichiarazioni sono state molto chiare: basta con gli F-35.

“Le parole del ministro della Difesa sugli F-35 sono sorprendenti. Sorprende la disinvoltura con cui Lorenzo Guerini, in poche battute, ha rinnegato anni di battaglie del Pd contro questo programma di cui nel 2014 aveva chiesto il dimezzamento in Parlamento. Cosa ne pensa il segretario Zingaretti di questa svolta? La condivide?”, chiede ironico il senatore Gianluca Ferrara, capogruppo M5S alla Commissione Esteri di Palazzo Madama.

A fargli eco il deputato di Liberi e uguali Erasmo Palazzotto, componente della commissione Esteri di Montecitorio, che in una nota afferma: “Vorrei ricordare al nuovo ministro della Difesa Lorenzo Guerini che, al di là di quello che si pensa sul programma F-35, il Parlamento italiano nella scorsa legislatura ha votato per il dimezzamento della spesa per gli F-35. La mozione approvata, a prima firma dell’allora presidente della commissione Difesa Scanu del Pd, impegnava il governo a tagliare del 50% la spesa per l’acquisto dei cacciabombardieri”.

A provare a difendere Guerini ci ha provato Vito Vattuone, capogruppo Pd in commissione Difesa a Palazzo Madama: “L’adesione al progetto F35 corrisponde ad un interesse strategico, operativo, industriale del nostro Paese”. Parole a cui, però, in pochi ora credono.