Cinque Stelle stabili, Renzi ruba voti al Pd. E Salvini continua la discesa. Sondaggio Gpf-La Notizia: Centrosinistra al 49,9%. Otto italiani su dieci bocciano la nascita di Italia Viva

di Roberto Baldassarri
Politica

L’esordio di Italia Viva, il nuovo partito di Renzi, che fa il suo ingresso anche nella classifica della fiducia nei leader. Insieme ad altre due new entry: la sorpresa Calenda, leader di Siamo Europei, e Toti con Cambiamo! E se Di Maio e Zingaretti, ormai appaiati nella graduatoria del gradimento personale, tengono alle spalle di Mattarella e Conte, continua la parabola discendente di Salvini, sorpassato pure dalla Meloni. Mentre nelle intenzioni di voto, l’asse giallorosso cresce di quasi mezzo punto e il Centrodestra cede l’1,5%. Un quadro in continua evoluzione, insomma, quello che emerge dall’ultima rilevazione Gpf Inspiring Research, realizzata per La Notizia (LEGGI IL DOSSIER).

NUOVO SCENARIO. Ma andiamo con ordine. A segnare la settimana appena trascorsa, la scissione del Partito democratico con la nascita della nuova formazione politica di Matteo Renzi, Italia Viva, alla quale è dedicata parte del sondaggio. Premessa: sul verdetto degli elettori incidono al momento alcune variabili. Primo: si tratta di un partito appena nato di cui gli italiani sanno ancora poco. Secondo: il giudizio è ancora condizionato dalla sovrapposizione con l’elettorato del Pd da cui Italia Viva proviene. Il giudizio, per ora, è comunque netto. Oltre l’80% del campione (811 interviste valide, vedi nota metodoligica in alto) considera la scissione dei renziani un’operazione finalizzata a rimettere in luce l’ex premier o, addirittura, una manovra di palazzo.

C’è però un 16% di elettori che, al contrario, considera il battesimo di Italia Viva un’opportunità, che può ridare voce a quell’area moderata rimasta orfana di Forza Italia. Ma quali effetti avrà la scissione del Partito democratico? Per il 56% degli intervistati, l’operazione messa in piedi da Renzi non farà che indebolire il Governo Conte. Ma è interessante notare che il 32%, praticamente un elettore su tre, non ha ancora maturato un’opinione precisa: non riesce a capire, in altre parole, se questo partito, che formalmente appoggia l’Esecutivo in carica, porterà o meno valore aggiunto. Un dubbio alimentato in parte dai pregressi di Renzi – la memoria corre al Letta stai sereno – in parte dal fatto che l’ex premier controlla una fetta consistente di parlamentari, determinante per la tenuta della maggioranza.

Quanto ai primi passi mossi dal Conte 2, anche sull’agenda del nuovo Esecutivo le idee sono chiare e ben definite. Quasi il 48,6% ritiene che la prima vera priorità del Governo debba essere la riduzione delle tasse sul lavoro. Al secondo posto, al 29,1%, svetta il taglio dei parlamentari: un dato interessante, dal momento che, un italiano su 3, quindi più dell’elettorato del Movimento Cinque Stelle, considera con favore il cavallo di battaglia M5S, che riduce di un terzo il numero dei seggi in Parlamento. La riforma, evidentemente, piace e intercetta consensi anche tra gli elettori del Pd.

QUESTIONE DI FIDUCIA. Sul fronte della fiducia nei leader, invece, Sergio Mattarella e Giuseppe Conte tengono le posizioni di vertice dopo la forte crescita registrata nei giorni della gestione e della soluzione della crisi di Governo. Mattarella al 67% perde un punto, ma il calo è assolutamente fisiologico, Conte conferma il 60%, ma è atteso ora alla prova dei fatti. I capi politici dei principali azionisti della maggioranza, Luigi Di Maio (M5S) e Nicola Zingaretti (Pd), seguono appaiati al 43%, con il leader dem che sale di un punto. Quinto posto, a sorpresa, per Carlo Calenda (41%) che, rispettando l’impegno preso, ha lasciato il Pd in dissenso con la scelta di dare vita ad una alleanza con i Cinque Stelle. Bene anche Giorgia Meloni (40%): interessante constatare come, al di là della fiducia personale, anche il suo partito, Fratelli d’Italia, cui gli elettori riconoscono coerenza e continuità, benefici delle difficoltà dell’alleato Matteo Salvini.

Il leader della Lega, d’altra parte, non è riuscito ancora a fermare l’emorragia di consensi iniziata dall’apertura della crisi con l’uscita dal Governo e dal Viminale: l’opinione pubblica ha ormai accettato la nuova dimensione – la maggioranza M5S-Pd – e l’effetto si è tradotto in un ulteriore stop della corsa esponenziale dell’ex ministro dell’Interno che perde altri due punti scendendo al 38%. Alle sue spalle l’altra new entry, Matteo Renzi, che apre le danze con un gradimento al 30%, solo all’apparenza basso: considerato che l’ex premier è il leader di un partito non ancora assestato, collocato in un’area politica non ben definita, gli elettori sono in attesa di capire quale rotta prenderà Italia Viva. Si vedrà nelle prossime settimane. Segue Silvio Berlusconi, stabile al 28%, mentre perde un punto il leader di +Europa, Benedetto della Vedova (26%), davanti a Giovanni Toti (Cambiamo!) penultimo al 24%, che paga l’appoggio a Salvini ed è visto dagli elettori di FI come colui che ha abbandonato la nave.

Chiude Piero Grasso 20% (LeU) stabile al 20%. Quanto alle intenzioni di voto, la maggioranza di Governo (49,9%), con il M5S stabile al 24,2%, guadagna lo 0,4%, col debutto di Italia Viva, accreditata del 4,4%. Voti che arrivano in parte dal Pd (20,1%, -3,8), in parte dal bacino di Forza Italia e per uno 0,4% da altri partiti. L’opposizione di Centrodestra (43%) perde, invece, l’1,5% malgrado la crescita di FdI (7%) che supera Fi (6%), rubando voti in parte alla Lega (29,1%). Quasi nullo il sostegno alla coalizione del partito di Toti (0,9%). Interessante l’1,8% di Siamo Europei, il partito di Calenda, ottenuto senza rappresentanza parlamentare e con scarsa esposizione mediatica.

NOTA METODOLOGICA. Vox Populi è il monitoraggio settimanale di Gpf Inspiring Research che descrive le tendenze e le opinioni degli italiani sui temi di attualità politica, economica, sociale e culturale. Audience: 811 interviste valide. Campione con estrazione casuale rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne articolato per sesso, età, professione, ampiezza centri, livello di istruzione segmentati. Livello di confidenza +/-2,3%. Estensione geografica: Intero territorio nazionale. Metodologia di rilevazione: Cati-Cami-Cawi. Periodo di rilevazione: 23-27 Settembre 2019.