Ciro Grillo: l’indagine per stupro di gruppo e il video della presunta violenza sessuale contestato dalla difesa

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Gira intorno a un video l’accusa di stupro di gruppo nei confronti di Ciro Grillo, 20enne figlio di Beppe, e dei suoi amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. Un video girato da uno dei quattro ragazzi e agli atti dell’indagine della procura di Tempio Pausania. E che secondo l’accusa costituirebbe la prova della violenza sessuale di gruppo nei confronti dell’italo-svedese 19enne S. J. E della sua amica R.M.

Ciro Grillo: l’indagine per stupro di gruppo e il video della presunta violenza contestato dalla difesa

Tutto comincia nell’estate 2019. Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria sono in vacanza in Costa Smeralda. La notte del 17 luglio, come poi ha raccontato la ragazza di 19 anni, si sarebbero resi responsabili di stupro di gruppo. A loro carico ci sarebbero anche alcune fotografie che i consulenti della Procura hanno trovato sui cellulari e qualche intercettazione.
La ragazza è stata più volte ascoltata dagli inquirenti e ha raccontato, fin nei minimi particolari, quanto sarebbe accaduto nell’appartamento in Costa Smeralda di proprietà della famiglia Grillo.

Subito dopo quella sera , la giovane ha proseguito la sua vacanza in Costa Smeralda per otto giorni. Il 26 luglio, rientrata a Milano, si è presentata alla caserma dai carabinieri, ha denunciato la violenza e ha poi deciso di farsi visitare da un medico. Nel verbale ha accusato: erano quattro, io da sola, non potevo reagire. I quattro ragazzi hanno sempre negato le accuse sostenendo che fosse “sesso di gruppo consenziente”.

La procura di Tempio Pausania ha inviato l’avviso di conclusione indagini ai quattro accusati. Un atto che di solito prelude la richiesta di rinvio a giudizio. A breve trasferirà gli atti al Gup del Tribunale e si conoscerà la sua scelta: richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. I legali hanno ribadito come i ragazzi si siano dichiarati innocenti “fin dall’inizio dell’inchiesta”.

Il video del figlio di Beppe Grillo e l’accusa di violenza sessuale di gruppo

Agli atti dell’inchiesta ci sono fotografie e alcuni filmati. Tra questi ce n’è uno il cui significato è ritenuto probante dall’accusa e contestato dalla difesa. Nel video, secondo la ricostruzione de La Stampa, “si vede un gruppo che ride, si vede che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano con il pisello perché sono 4 coglioni non 4 stupratori”, secondo quello che ha detto Beppe nel video di ieri su Facebook. Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, in un post su facebook ha scritto che quel video “testimonia l’innocenza dei ragazzi, dove si vede che lei è consenziente. La data della denuncia è solo un particolare”.

Nell’inchiesta a Grillo, Capitta e Lauria sono addebitati i soprusi su due studentesse (S. J. ed R. M., entrambe diciannovenni), a Corsiglia su una, ancorché violentissimo. I quattro filmati raccontano la serata e l’incontro fra i genovesi e S. J. La quale, secondo i pm, è in condizioni così precarie per l’alcol che le avevano fatto ingerire, da compiere atti contro la propria volontà. Il procuratore capo Gregorio Capasso e la sostituta Laura Bassanini scrivono: “Gli indagati mediante violenza, costringevano e comunque inducevano S. J., abusando delle sue condizioni d’inferiorità fisica e psichica dovuta all’assunzione di alcolici, a subire e compiere atti di natura sessuale”.

La fotografia dei genitali sulla testa di una delle due ragazze

Agli atti c’è anche una fotografia emersa da uno smartphone degli indagati. Nello scatto si vede uno  dei ragazzi (nelle prime carte della Procura è indicato come tale Ciro Grillo, ma sul punto i sono dubbi e non sono esclusi aggiornamenti) immortalato in una posa a sfondo sessuale, come fosse davanti a una preda, accanto a R. M. incosciente per l’alcol, dopo che S. J. a parere dei pm aveva in precedenza subito una serie di aggressioni. Secondo le ricostruzioni giornalistiche uno degli indagati ha poggiato i genitali su una delle due ragazze.

Quello scatto ha materializzato la seconda contestazione di abuso e ha rinforzato agli occhi degli investigatori la credibilità di S. J: uno dei dubbi riguardava proprio il fatto che R. M., addormentata sul divano, non avesse sentito nulla. In una nota i legali degli accusati ieri hanno fatto sapere che “I nostri assistiti hanno protestato la loro innocenza fin dall’inizio dell’inchiesta, rispondendo a tutte le domande dei pubblici ministeri sia nel settembre 2019, quando erano stati convocati senza neppure conoscere gli atti, sia nei giorni scorsi, quando si sono sottoposti agli interrogatori da loro stessi richiesti”.

La ragazza costretta a bere vodka e la difesa di Giulia Bongiorno

La ragazza, secondo le carte dell’inchiesta, sarebbe stata indotta a bere vodka, e dopo essere stata tirata per i capelli, costretta ad avere rapporti con tutti e quattro. È difesa da Giulia Bongiorno, l’ex ministra della Lega.  Altre immagini e video fra la doccia e la camera da letto sono agli atti. S.J. ha raccontato di aver cercato di svincolarsi dalla stretta di uno dei ragazzi, per raggiungere il soggiorno. Barcollava ma non era ancora in stato di semincoscienza etilico; è stata circondata dagli altri tre, che l’hanno bloccata, strattonata e spinta verso la stanza, sul letto matrimoniale.

Il Corriere della Sera rivela che i controlli sui telefoni sono concentrati negli ultimi mesi del 2019, su utenze utilizzate da Ciro Grillo e dai suoi amici dopo che, a indagini già in corso, i loro cellulari erano stati sequestrati. Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo, risulterebbe essere stata intercettata anche dopo aver testimoniato. Lei ha sempre detto di non aver sentito niente quella notte. Dormiva nella casa accanto.

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