Vento di guerra tra Russia e Ucraina. Ucciso a Kiev politico anti-Putin. Dopo poche ore esplode un deposito di armi: 20mila evacuati

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Anche in Ucraina  si respirano ore di terrore a causa di esplosioni e incendi che si sono verificati all’interno di un deposito di munizioini, nella regione di Kharkov, nell’Ucraina Orientale.

Questa la ragione per cui ventimila persone sono state evacuate dalla zona di Balakleya. I media locali citano fonti che denunciano un “atto di sabotaggio” nel deposito di armi. L’esercito ucraino parla di un “sabotatore” ancora sconosciuto. Nessuno sarebbe rimasto ferito nell’esplosione, ma le autorità stanno mettendo in sicurezza gli abitanti dei vari villaggi della zona.

Ma il punto è che questo è solo l’ultimo episodio di una serie che danno l’idea di quanto il Paese sia incandescente. In una sparatoria nel centro di Kiev, è morto l’ex deputato della Duma russa Denis Voronenkov, ex parlamentare dei Comunisti fuggito in Ucraina dopo un procedimento penale aperto nei suoi confronti in Russia. Un’altra persona è rimasta ferita. Voronenkov, una volta a Kiev, aveva criticato aspramente le autorità russe e testimoniato al processo contro l’ex presidente Yanukovich.

Su Facebook il portavoce del presidente ucraino Petro Poroshenko scrive che  l’omicidio di Voronenkov è un atto di “terrorismo di Stato da parte della Russia”. “Sembra lo stile tipico dei servizi speciali russi che abbiamo già visto all’opera precedentemente nelle capitali europee”, ha aggiunto. Voronenkov era un testimone importante dell’aggressione russa contro l’Ucraina e non è una coincidenza che il suo omicidio sia avvenuto nello stesso giorno delle esplosioni a Balakliya.