Un Testo unico delle imprese contro la corruzione. Al Senato si è parlato di come adeguare le norme per prevenire e combattere i reati

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Si è svolto ieri, presso la sala Caduti di Nassiriya a Palazzo Madama, un incontro dal titolo “Adeguati assetti organizzativi e prevenzione alla corruzione quale tema per raccogliere spunti di riflessione” da trasmettere al legislatore. Ne hanno parlato i tecnici giuristi con gli esponenti della politica: la consigliere e avvocato Irma Conti focalizzando l’attenzione sull’auspicio di una riforma che vada a ridurre l’alea relativa al giudizio di adeguatezza del Modello Organizzativo 231 e di come questo debba essere inteso dall’imprenditore come una opportunità e non un costo.

All’incontro sono intervenuti l’avvocato Piergiorgio Assumma, tramite un confronto con la legislazione internazionale, chiedendo di ipotizzare procedure più snelle di accertamento e prevenzione degli illeciti; l’avvocato Valeria Raimondo, affrontando il tema dell’agire informati e delle posizioni di garanzia di sindaci, amministratori e soci degli Enti collettivi, per tratteggiare quelle norme che potrebbero essere le basi di un Testo Unico Imprese; l’avvocato Cristina Dello Siesto, che ha ripercorso i concetti di adeguatezza delle procedure aziendali per insistere sul giudizio di adeguatezza del MOG quale nodo da sciogliere per permettere all’Ente di aderire a strumenti deflattivi del processo penale.

Il professor Alessandro Parrotta ha affermato che “ruolo centrale ha l’Organismo di Vigilanza, chiamato a verificare la corretta applicazione dell’assetto che, se idoneo, sterilizza il rischio dell’illecito, in particolare quello da reato contro la pubblica amministrazione e corruttivo. Organizzazione quale prevenzione. L’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo per il suo saluto di indirizzo, ha portato la propria esperienza già da Magistrato prima e da parlamentare poi circa il costante impegno del Legislatore a normare strumenti di reale prevenzione, dalla L. 190/12 alla Spazzacorrotti e della necessità di intervenire sulla formazione.

Il presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari ha, invece, accolto con entusiasmo l’iniziativa dalla quale poter sviluppare un confronto fattivo tra tecnici e politica, sottolineando come i lavori della Commissione che presiede siano, sui temi affrontati, incessanti e che attualmente sono sotto esame ben due disegni di legge sull’abuso d’ufficio, uno a sua firma. Così anche il senatore Francesco Urraro, che per il tramite della sua esperienza nelle commissioni Antimafia e Giustizia ha potuto esporre agli intervenuti la centralità dei temi della trasparenza e prevenzione: occorre insistere – ha proseguito – sulla cultura della legalità, orientando il pensiero alla semplificazione delle procedure, non solo aziendali, soprattutto dell’Amministrazione Pubblica.