Odissea finita per la Lifeline. La nave può entrare a Malta. Accordo raggiunto: i migranti saranno distribuiti in otto Paesi. Non in Germania e Spagna

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Tormentato anche l’ingresso a Malta per la Lifeline. Dopo un tira e molla pazzesco, però, la nave dell’Ong tedesca sembra possa attraccare. Stamattina l’Ong aveva fatto sapere, via Twitter, di aver ricevuto il permesso per entrare in acque maltesi. Poi è arrivata la smentita del Governo maltese che faceva sapere di non aver concesso alcun permesso per l’approdo a Malta. E, infine (si spera), intorno alle 13 l’annuncio del via libera all’attracco. I migranti a bordo verranno distribuiti tra otto Paesi, stando a quello che ha fatto sapere il premier maltese Muscat.

Per la prima volta è stato messo da parte anche il trattato di Dublino che prevede la responsabilità dell’asilo sul Paese di primo approdo dei migranti. Secondo quanto riportato da Times of Malta, gli otto Paesi ad aver accettato sarebbero Francia, Italia, Irlanda, Portogallo, Lussemburgo, Malta, Belgio e Olanda. No quindi da parte di Germania e Spagna.

Il premier italiano, Giuseppe Conte, ha condiviso e rilanciato il tweet del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli: “La #Lifeline sta entrando a Malta. E’ una grande vittoria per l’Italia che può diventare un vittoria per tutta l’Europa, ma solo se prevarrà la solidarietà sugli egoismi. Se accadrà, l’isola potrà essere ricordata come la Ventotene del nuovo secolo”.

Il no della Germania era più che previsto. I tedeschi si erano sin da subito messi di traverso all’accordo per far entrare la nave a Malta, subito dopo l’incontro segreto tra Conte e Macron a Roma che sembrava aver aperto la strada a un accordo sulla distribuzione dei migranti nell’Ue. Il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ha provato in tutti i modi a fermare l’accordo. Il Salvini tedesco ha impedito finora alla Germania di partecipare all’accordo e accogliere una quota dei profughi della nave Lifeline. Lo ha rivelato  Axel Steier, portavoce di Lifeline. La nave con a bordo 234 migranti salvati nel Canale di Sicilia, e che per una settimana è stata ferma nel Mediterraneo in attesa di conoscere quale sarebbe stato il suo porto di destinazione. Un via libera tormentato ed arrivato soltanto con il peggioramento delle condizioni del mare previsto nelle prossime ore, che potrebbe rendere ancora più complicata la navigazione della nave che ha a bordo un numero molto più elevato di persone di quante ne possa trasportare.