Come si informano gli italiani? Televisione insostituibile. A seguire c’è la radio

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Nella cinquantesima edizione del Rapporto Censis (FrancoAngeli, 2016) vengono interpretati i più significativi fenomeni socio-economici del Paese, nella fase di debole ripresa che stiamo attraversando.
Per quanto riguarda i media e la comunicazione, i punti principali dell’analisi sono dedicati ai consumi mediatici degli italiani nel 2016, al boom del digitale anche nella crisi, il ricentraggio su contenuti e piattaforme delle media company e come cambiano i comportamenti nell’epoca della disintermediazione.
Il monitoraggio finale, inoltre, evidenzia che di fronte al calo delle vendite dei quotidiani, l’informazione online è in crescita, con una discreta diffusione degli abbonamenti digitali. I dati di diffusione media mensile dei principali quotidiani nazionali, monitorati tra agosto 2015 e luglio 2016, evidenziano una ulteriore flessione. La rilevazione dei consumi mediatici degli italiani nel 2016 evidenzia che: la televisione continua ad avere un pubblico sostanzialmente coincidente con la totalità della popolazione (il 97,5% degli italiani); tengono anche gli ascolti della radio, con una utenza complessiva pari all’83,9% degli italiani; mantengono i propri lettori i settimanali (+1,7%) e i mensili (+3,9%), ma non i libri cartacei; infine la penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali, nell’ultimo anno, e l’utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani (e al 95,9% dei giovani under 30).

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