Un elenco di 41 scuole definite “inadempienti” rispetto alle iniziative per il Giorno del Ricordo delle foibe, sulle quali il Miur dovrebbe fare verifiche. È quello che Fratelli d’Italia ha diligentemente compilato e presentato venerdì scorso al ministro per l’Istruzione e il Merito, Giuseppe Valditara, con tanto di interrogazione firmata da Fabio Rampelli e Federico Mollicone. Nel testo si chiede inoltre di prendere provvedimenti per i 41 istituti scolastici.
“Da FdI schedatura e intimidazione contro gli istituti scolatici”
A sollevare il caso, ieri Irene Manzi e Cecilia d’Elia, capogruppo Pd nelle commissioni Cultura di Camera e Senato. “Quanto emerge sull’interrogazione parlamentare è estremamente grave”, scrivono le due esponenti dem, “La predisposizione e la diffusione di un elenco di scuole, compilato sembrerebbe sulla base di presunte testimonianze, configura un fatto inquietante. Siamo di fronte a un vero e proprio lavoro di intimidazione e schedatura, che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione politica immotivata ed ingiustificata su istituzioni che devono poter lavorare serenamente, nel rispetto della loro autonomia e libertà”.
Avs: “Chiederemo conto al ministro”
Per l’Avs Elisabetta Piccolotti “si tratta di un fatto di particolare gravità, perché introduce una logica di controllo e potenziale stigmatizzazione nei confronti delle scuole, mettendo in discussione il principio di autonomia scolastica e la libertà di insegnamento”. “La predisposizione di elenchi nominativi e la richiesta di verifiche rischiano infatti di trasformare una ricorrenza civile in uno strumento di pressione istituzionale, alterando l’equilibrio tra indirizzo politico e autonomia educativa e creando un precedente pericoloso”, aggiunge Piccolotti, che annunci un’interrogazione a Valditara “per fermare questa ricognizione e per evitare che le scuole italiane vengano schedate in base a quanto tempo abbiano o meno concesso al ricordo delle Foibe o ad altri criteri di questo tipo”.
I presidi prendono le distanze
“Non posso condividere la pubblicazione di un elenco di scuole ‘cattive’ anche perché gli istituti godono di autonomia che va rispettata e compresa anche sulla base delle sensibilità e delle opportunità che offre il singolo anno scolastico”, commenta il presidente nazionale dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.