Comune di Latina nel caos: 16 arresti tra politici, imprenditori e dirigenti. Nel mirino pure l’ex sindaco Di Giorgi e il deputato Maietta

dalla Redazione
Cronaca

Giorno di fuoco questo a Latina. Sedici ordinanze di custodia cautelare, otto in carcere e otto ai domiciliari, con l’accusa di associazione per delinquere e reati contro la pubblica amministrazione sono cadute sul Comune di Latina, che è stato letteralmente travolto dall’inchiesta del gip Mara Mattioli, nata dall’interrogazione parlamentare dell’ex M5S Giuseppe Vacciano: coinvolti politici locali (e in particolare esponenti dell’ex giunta di Fratelli d’Italia e Forza Italia), dirigenti, imprenditori e notai. Tra loro l’ex sindaco di Fratelli d’Italia Giovanni Di Giorgi, mentre è stata chiesta l’autorizzazione a procedere alla Camera per il presidente del Latina Calcio e deputato Fdi, Pasquale Maietta. Coinvolti anche l’ex assessore Giuseppe Di Rubbo (Forza Italia), l’ex consigliere provinciale di An Silvano Spagnoli (gestore delle piscine comunali) e il dirigente Ventura Monti. L’ex consigliere comunale di Fi Vincenzo Malvaso è invece finito in carcere a Velletri: l’amministratore è da mesi al centro di un’indagine in merito alla variante che ha permesso di costruire un palazzo oltre i limiti previsti. Almeno 30 gli indagati.

Secondo la procura, si sono verificate gravi “irregolarità nella gestione della cosa pubblica” ed era stato messo in piedi un sistema in cui il “comparto dirigenziale del comune di Latina violava le regole per favorire alcuni imprenditori”. Tra gli esempi di cui si è parlato in conferenza stampa c’è il caso dell’aria condizionata: in seguito alla rottura dell’impianto nello stadio del Latina Calcio, alcuni amministratori del Comune, secondo l’accusa, si sono adoperati per far rimuovere una parte del condizionatore dell’ospedale pubblico e farla installare nella struttura sportiva.

Non solo. Per soddisfare le esigenze della società infatti, dal 2011 al 2014 sono state realizzate una serie di opere, quali l’ampliamento dello stadio comunale e il rifacimento di un campo destinato agli allenamenti della squadra, utilizzando procedure irregolari e traendo indebitamente dalle casse comunali circa 1,2 milioni di euro.

Bisogna però precisare che i favori fatti alla società riguardano solo uno dei tre filoni dell’inchiesta: gli investigatori si sono infatti concentrati anche sull’edilizia (e in particolare la costruzione della piscina) e su 154 appalti sospetti per un valore di 2,4 milioni di euro. Per l’assegnazione di pubblici appalti ci si avvaleva di un vero e proprio “sistema” con il quale i funzionari pubblici comunali favorivano gli imprenditori locali, commettendo reati contro la pubblica amministrazione, finalizzati a consentire un’illecita spartizione di ripetuti affidamenti alle stesse ditte di appalti mediante frazionamenti della spesa.

Tra i vari episodi monitorati i carabinieri hanno segnalato la gestione della piscina comunale, affidata dal 2008 a una società dilettantistica, che contrariamente a quanto previsto dal contratto non aveva mai provveduto al pagamento delle utenze energetiche (spese sostenute dal comune con conseguente danno erariale quantificabile in euro 700mila circa).