Con l’epidemia impennata di campagne disinformative e fake news. Per l’intelligence sono attacchi ostili di matrice statuale. Sfruttano le paure per ottenere un vantaggio strategico

L’epidemia di Coronavirus ha fatto registrare “un’impennata di campagne disinformative e fake news” e si sono dilatati i “margini di intervento per attori ostili propensi all’uso combinato di più strumenti a fini manipolatori e d’influenza”. E’ quanto evidenzia l’Intelligence italiana nella Relazione annuale al Parlamento.

Young woman reading digital fake news on smartphone

I Servizi segreti, in particolare, segnalano il “ricorso all’utilizzo combinato, da parte dei principali attori ostili di matrice statuale, di campagne disinformative e attacchi cibernetici, volti a sfruttare l’onda emotiva provocata dalla crisi sanitaria, nel tentativo di trasformare la pandemia in un vantaggio strategico di lungo termine: ciò, anche attraverso manovre miranti ad influenzare l’opinione pubblica ed i processi decisionali nazionali, nonché a danneggiare i nostri assetti economici”.

“E’ stata registrata una elevatissima produzione di fake news e narrazioni allarmistiche – segnalano ancora dall’intelligence -, sfociate in un surplus informativo di difficile discernimento per la collettività. Fattore di rischio intrinseco al fenomeno della disinformazione online ha continuato a risiedere nelle logiche e negli algoritmi alla base dello stesso funzionamento dei social media, tendenti a creare un ambiente autoreferenziale ed autoalimentante, fondato sulla condivisione dei contenuti e delle relazioni di interesse che, polarizzando l’informazione disponibile, ne alimenta quindi la percezione parziale e faziosa”.

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