Con la Gig economy siamo tornati al cottimo

Nell’era della “gig economy” i lavoratori sono utenti di passaggio di una piattaforma che premia gli Stakanov del nuovo millennio.

Sebastian Galassi è morto a Firenze la sera di sabato 1° ottobre mentre con la sua bici portava a termine, per Glovo, una delle consegne che aveva preso in carico. Stava percorrendo via De Nicola sul lungarno fiorentino quando si è scontrato con un Suv, un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo.

PROSEGUE LO SCIOPERO DEI RIDER

Nell’era della “gig economy” i lavoratori sono utenti di passaggio di una piattaforma che premia gli Stakanov del nuovo millennio

Da morto gli è arrivata una mail automatica il giorno successivo, l’hanno trovata i suoi famigliari tra le sue cose, dove i dirigenti di Glovo si dicevano “spiacenti di doverti informare che il tuo account è stato disattivato per il mancato rispetto dei termini e delle condizioni”.

L’azienda spagnola – leader del mercato delle consegne a domicilio insieme a Deliveroo e Uber – ha telefonato alla famiglia scusandosi per l’inconveniente, promettendo anche qualche soldo per il funerale. Nell’era della “gig economy” – questo il nome scintillante per il lavoro a cottimo governato da un algoritmo – i lavoratori sono utenti di passaggio di una piattaforma che premia gli Stakanov del nuovo millennio.

Una “morte abominevole”, dicono i sindaci che ieri hanno proclamato una giornata di sciopero e di manifestazione dei rider fiorentini, “colleghi” di Sebastian che sfrecciano veloci, sempre più veloci, per incassare una corsa da pochi erro e farsi trovare pronti per la chiamata successiva. Il sindaco di Firenze Dario Nardella parla di Sebastian “ che doveva correre per rispettare i tempi di consegna. Zero tutele e ritmi insostenibili”.

Che il lavoro da ciclofattorini sia un lavoro come tutti gli altri e abbia bisogno delle stesse tutele lo hanno stabilito tribunali in tutta Europa. Solo da noi i tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Palermo hanno riaffermato con sentenze i diritti di un settore che è un buco nero, di cui si torna a parlare solo in occasione di qualche morto (sono già 4 quest’anno).

Il governo spagnolo ha emanato nel 2021 la cosiddetta “legge Rider” che obbliga le piattaforme a rendere i loro ciclo-fattorini dei dipendenti a pieno titolo

Per porre rimedio al vuoto legislativo, il governo spagnolo ha emanato nel 2021 la cosiddetta “legge Rider”, che obbliga le piattaforme di consegna di cibo basate su app che operano nella nazione europea a rendere i loro ciclo-fattorini dei dipendenti a pieno titolo.

L’Ue da tempo si dice pronta a intervenire. Un lavoratore sfruttato morto per stare al ritmo del proprio sfruttamento dovrebbe essere un manifesto politico per chi si professa “di sinistra”. Invece c’è questo farraginoso silenzio.

Seguici su Facebook, Instagram e Telegram