Con questa moneta non si va lontano

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di Gaetano Pedullà

Quando le cose non vanno è troppo facile cercare alibi. Perciò addossare all’Euro il prezzo di una crisi senza precedenti in mezza Europa può sembrare una banale scorciatoia. Se però osserviamo senza pregiudizi dove ci ha portato la moneta comune e soprattutto proviamo a immaginare dove può portarci in futuro, allora farsi qualche domanda non è sbagliato. L’Europa delle cento monete non stava benissimo. E all’orizzonte aveva bisogno di uno scudo per fronteggiare lo strapotere del dollaro e dei Paesi emergenti, Cina in testa. L’Euro, nato senza uno Stato dietro, senza uno straccio di unità fiscale tra i promotori, persino senza verità sui conti pubblici delle nazioni che vi aderivano, ci ha garantito tassi bassi e fino alla crisi dei debiti sovrani anche stabilità monetaria. Allo stesso tempo però, di fronte alla tempesta finanziaria nata negli Usa, ha ingabbiato la possibile risposta dei singoli Stati e costretto tutti a una politica di rigore che ci ha portato in recessione. Grecia, Spagna, Portogallo, Italia, persino la Francia hanno oggi il tasso di disoccupazione più alto mai registrato. Incapaci di agire sulla leva monetaria, svalutando per sostenere la produzione, siamo diventati ostaggio dello spread e privi dei mezzi per creare lavoro e ricchezza. La mancanza di uno scudo politico, ma soprattutto di una solidarietà europea, rischia così di far diventare i Paesi poveri sempre più poveri. La risposta dentro le regole dei mercati ci costringe ad abbassare la testa, rassicurare sul rispetto del deficit, pagare interessi altissimi sul debito. Ma così pagheremo sempre e prima o poi qualcuno farà pure saltare il banco. Immaginare allora di cambiare le regole quando ancora si può, dire basta ai poteri forti, rivendicare il primato dei popoli e delle nazioni sulla speculazione è una strada da valutare. Senza pregiudizi e senza paura. Sapendo che la grande finanza e i suoi ascari non gradiranno. Ma con una certezza: con questa moneta e questa Europa dalla crisi non usciremo mai.

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