Scambi di favori con i clan, condannato Alfonso Papa. Secondo i giudici l’ex parlamentare Pdl si adoperò per aiutare imprenditori vicini alla camorra

Sulla vicenda dei presunti favori in cambio di denaro e utilità che ha travolto l’ex parlamentare Alfonso Papa, è arrivata la parola fine

Sulla vicenda dei presunti favori in cambio di denaro e utilità che ha travolto l’ex parlamentare Alfonso Papa, è arrivata la parola fine. La quarta sezione del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Anna Laura Alfano, ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione l’ex parlamentare del Popolo della Libertà, e a 2 anni e 8 mesi il padre, Giovanni Papa.

CONFERENZA STAMPA SU GIUSTIZIA E COMPETITIVITA'

ùSi tratta del procedimento nato dall’inchiesta della Procura di Napoli che, nel 2014, ha portato a galla presunti favori in cambio di denaro e altre utilità agli imprenditori Angelo e Roberto Grillo, ritenuti vicini al clan camorristico dei Belforte. Fatti per i quali i due imputati sono stati ritenuti colpevoli del reato di concussione, aggravato dall’aver agevolato un’associazione mafiosa. Nel medesimo procedimento il gup, oltre a disporre l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni nei confronti di Alfonso, ha assolto l’ex parlamentare del Pdl, “perché il fatto non sussiste”, da alcuni episodi ai danni di altri due titolari d’impresa.

L’ARRESTO. Proprio i Grillo, imprenditori attivi nel settore dei servizi di pulizia, sono finiti più volte nei guai con la Giustizia. Indagando sui loro affari, la Guardia di Finanza finiva per scoprire i legami con Alfonso e Giovanni Papa. Un coinvolgimento che convinse la Procura di Napoli, nel luglio 2014, a chiedere e ottenere il loro arresto con Alfonso che finì in carcere mentre al padre vennero inflitti i domiciliari.

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