Confonde il vino con i migranti, Salvini insulta Mattarella. Ma il Presidente parlava di export enologico

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Un appello contro “le frontiere” del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scatenato il leader della Lega, Matteo Salvini. Che ha accusato il capo dello Stato di essere “complice e venduto” dell’invasione straniera. Peccato, però, che l’inquilino del Quirinale stava facendo un intervento di più ampio respiro, nell’ambito dell’inaugurazione della 50a edizione del Vinitaly, sull’export italiano nel settore enologico. In pratica un sostengo al Made in Italy, in un comparto vitale per l’economia nazionale. Nulla a che fare con l’accoglienza de profughi.

Ma non c’è stato niente da fare: Salvini, ossessionato dall’arrivo di migranti in Italia, si è sentito in dovere di intervenire con un veemente attacco al presidente della Repubblica. “Mattarella al Vinitaly: ‘Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino’. Come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque… Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto”, ha scritto su Facebook il numero uno del Carroccio.

Mattarella al Vinitaly: “Il destino dell’Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino”.Come…

Pubblicato da Matteo Salvini su Domenica 10 aprile 2016

I commenti alla gaffe di Salvini
Uno dei più acerrimi rivali di Matteo Salvini, il sindaco di Verona Flavio Tosi, ha ironizzato sugli attacchi del leader leghista. “Chi ha fatto polemica o non era sobrio o non ha ascoltato bene. Non c’entrava nulla coi migranti: lui ha parlato di agricoltura e competizione internazionale. Andava ascoltato sobriamente”. Insomma parlava per il bene dell’Italia. Salvini, qualche ora dopo, ha comunque evitato di correggere del tutto il tiro, tentando l’arrampicata sugli specchi: “La mia non è una frase contro Mattarella: io difendo il diritto dell’Italia e degli italiani. Il presidente non può invitare i clandestini di tutto il mondo a venire in Italia”. E l’impressione è che nella sua testa regnasse ancora la confusione tra export del vino e accoglienza dei  migranti…

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di Gaetano Pedullà

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