Coni, il rovescio della medaglia al Foro Italico

di Lidia Lombardi

Tre milioni e passa di spettatori hanno guardato, martedรฌ su RaiUno e in prime time, la seratona celebrativa dei cento anni del Coni. E mai il Comitato Olimpico Nazionale Italiano รจ stato cosรฌ fashion, tutto riflettori, lustrini โ€“ lโ€™abito rosso di Federica Pellegrini e lo smoking del moroso Magnini – nonchรฉ ospiti canori e vippaio sistemato sulle gradinate dellโ€™ex glorioso Stadio del Tennis. Paolo Bonolis ha condotto con la solita scaltrezza, per esempio destreggiandosi tra le battute a doppio senso per la coppia dei nuotatori olimpici di cui sopra e lโ€™affettuoso โ€œsorcioโ€ affibbiato al pupetto di Cammarelle (chissร  se il pugile ha gradito).

Una colossale bugia
Medaglie, sudore e record, tutto vero, a gloria del Bel Paese. Ma lo show ha galleggiato su una colossale bugia, un inganno tipico delle telecamere. Era il contrario dellโ€™oro che luccica la location dello show. Ovvero quel Foro Italico che รจ appunto la โ€œcasaโ€ del Coni e che appariva sullo sfondo, con gli atletoni in marmo e i respighiani pini di Roma. โ€œTrasmettiamo dallo stadio Nicola Pietrangeli, giร  detto della Pallacordaโ€, attacca Bonolis dopo lโ€™Inno dโ€™Italia modulato da Andrea Bocelli. E infatti un palco piazzato proprio al centro del rettangolo ha ospitato piroette di campionesse-danzatrici, ugole doc come quella di Morandi, atleti di ieri e di oggi. Giochi di luce azzurri aggiungevano suggestione, con soddisfazione del presidente del Coni, Malagรฒ.
Ora perรฒ a lui e alle altre authority che possono mettere bocca su quello che viene trionfalisticamente chiamato Parco del Foro Italico suggeriamo di farsi una passeggiata tuttโ€™attorno al complesso voluto dal Duce e affidato ai migliori urbanisti, architetti e artisti degli anni Trenta. I quali tutti crearono stadi, piscine, viali, palestre, fino al contiguo ministero degli Esteri, in puro stile razionalista e nel rispetto del luogo: il Tevere da una parte, la collina di Monte Mario dallโ€™altra, mai sopravanzata, questโ€™ultima, dalle costruzioni. Del Debbio volle lโ€™Olimpico largo e schiacciato. Scolpirono tra gli altri Francesco Messina ed Ercole Drei. Disegnรฒ mosaici Gino Severini.
Ebbene, che cosa troverebbero Malagรฒ e lor signori, tra i quali il Sindaco Marino e il ministro per i Beni Culturali Franceschini? Degrado, sporcizia, accampamenti, erbacce, transenne, skateboard sul pavimento musivo attorno alla Fontana della Sfera, ormai a pezzi. Per non dire dei casotti-bar sulla sponda del Tevere. Una casbah di nani e ballerine che si รจ aggiunta negli ultimi tempi agli scempi della copertura del Stadio Olimpico (โ€œla corona di spineโ€), della ridipintura degli edifici in lilla al posto dellโ€™originario rosso pompeiano, della trasformazione della dechirichiana Palestra della Scherma di Luigi Moretti in aula-bunker per i processi di terrorismo, e restata cosรฌ, con la scritta al neon โ€œCarabinieriโ€, anche a conclusione dei dibattimenti sugli anni di piombo.

Il tour del degrado
Partiamo proprio da questo edificio per elencare le recenti offese al Foro Mussolini, definito dallo storico Denis Mack Smith โ€œuno dei grandi e duraturi monumenti del regime fascista, esempio imponente di culto dello sportโ€. I marmi candidi delle facciate colano umiditร , una cancellata da carcere la soffoca. Ma poichรฉ ospita una mostra che omaggia il centenario, ci hanno messo una pezza incartando la parte bassa con pannelli bianchi, nonchรฉ con una paretona posticcia di inverecondo colore rosso. In via dei Gladiatori, che ospita gli stand vip degli Internazionali della racchetta, il nuovo Centrale del Tennis soffoca per lโ€™altezza lo stadio della Pallacorda. Le scarpate di Monte Mario pullulano di lattine e bottiglie di birra, cartacce, fieno. In un angolo della diramazione per via dello Stadio Olimpico โ€“ spesso transennata per il passaggio delle autoritร  – tronchi buttati giรน da tempo giacciono tra rifiuti. Poi comincia la sagra delle inferriate per lโ€™ingresso ai settori dello stadio.

Addio passeggiata
Sbarramenti che impediscono lโ€™accesso a chi voglia passeggiare nel cosiddetto Parco del Foro Italico. Idem allo Stadio dei Marmi, con le statue nere di sporcizia: vietato ai cittadini. Non รจ vietato invece agli abitanti di fatiscenti roulotte parcheggiate da anni tuttโ€™intorno di lavare e stendere panni. Nรฉ รจ vietato occupare lโ€™area che costeggia il ministero retto dalla Mogherini perfino con un lunapark, certo notato dai capi di stato ricevuti alla Farnesina. Giostre e autoscontro confinanti con viale del Ministero degli Affari Esteri fino alla fine del Campionato di Calcio, sostituiti ora dagli stand di Vinรฒforum. Ecco, questo e altro le telecamere di RaiUno non hanno mostrato nella fanfara del centenario Coni. Raccontando un Foro Italico che non esiste a tre milioni e passa di italiani.