Consulenze d’oro all’ex Banca Etruria, tutti assolti. Pure babbo Boschi

Il Tribunale di Arezzo ha assolto con formula piena Pier Luigi Boschi e altri 13 imputati del processo per le consulenze dell'ex Banca Etruria.

Il Tribunale di Arezzo ha assolto, perché il fatto non sussiste, tutti e 14 gli imputati del processo sul filone consulenze d’oro alla ex Banca Etruria. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Ada Grignani. Il pm Angela Masiello aveva chiesto il massimo della pena (1 anno) per Pierluigi Boschi, padre dell’ex ministro Maria Elena ed ex vicepresidente di Banca Etruria, e per altri tre dirigenti, cioè Luciano Nataloni, Claudia Bugno e Luigi Nannipieri. Per gli altri imputati erano state chieste condanne da 8 a 10 mesi. Ma il verdetto è di assoluzione con formula piena.

Consulenze d’oro all’ex Banca Etruria, tutti assolti. Pure babbo Boschi

Il Tribunale di Arezzo ha assolto con formula piena Pierluigi Boschi e altri 13 imputati del processo per le consulenze dell’ex Banca Etruria

“Abbiamo sempre avuto massima fiducia nella magistratura: questa assoluzione è l’ultima per chi ha dovuto subire per tanti anni accuse per le quali è stato sempre dichiarato non colpevole” ha commentato l’avvocato Gildo Ursini, difensore di Pierluigi Boschi. “Penso che portare quel nome – aggiunge l’avvocato riferendosi al fatto che Boschi all’epoca dei fatti era padre del Ministro Maria Elena – abbia avuto delle conseguenze”.

Maria Elena Boschi: “Oggi ho pianto. Si chiude un calvario lungo sette anni”

“Oggi ho pianto – ha scritto in un post su Facebook Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, commentando l’assoluzione del padre. Avevo giurato a me stessa che non avrei mai pianto per Banca Etruria. Oggi l’ho fatto. E non ho paura di ammetterlo in pubblico. Ho pianto come una bambina, in ufficio, alla Camera. Ho pianto perché mio padre è stato assolto dall’ultima accusa che gli veniva mossa su Banca Etruria. Con oggi si chiude un calvario lungo sette anni. E si chiude nell’unico modo possibile: con la certezza che mio padre era innocente”.

“La verità giudiziaria non cambia niente per me – ha scritto ancora la Boschi -: ho sempre saputo che mio padre è stato attaccato sui media e non solo per colpire altri. Ma oggi la verità giudiziaria stabilisce ciò che io ho sempre saputo nel mio cuore: mio padre è innocente. E ora lo sanno tutti, non solo la sua famiglia. Lo sa il popolo italiano, nel cui nome la sentenza è stata pronunciata”.

“Lo sanno le Istituzioni di questo Paese che io ho servito con dignità e onore. Lo sanno gli avversari politici che mi hanno chiesto le dimissioni per reati che mio padre non aveva fatto. Lo sanno i talk che hanno fatto intere trasmissioni contro di me e di noi e che non dedicheranno spazio a questa vicenda. Lo sanno gli odiatori che mi hanno insultato spesso con violenza verbale e frasi sessiste nel silenzio complice e imbarazzato di tanti”.

“Questa vicenda – sottolinea ancora Maria Elena Boschi – ha segnato la mia vita e la mia carriera molto più di quanto uno possa pensare: ma le lacrime di oggi sono lacrime di gioia e di speranza. Perché nessuno debba subire quello che ha subito la mia famiglia. Combatterò per una giustizia giusta. E ringrazio quei tanti magistrati che in ogni angolo del Paese fanno prevalere il diritto sull’ingiustizia. Grazie a chi mi è stato vicino. Ti voglio bene babbo”.

Renzi esulta: “I mostri non eravamo noi”

“Oggi molti avversari politici, ospiti dei talk, odiatori dovrebbero mettersi in fila e dire una cosa sola: scusa. Non lo faranno. Ma quello che è sempre più chiaro è che i mostri non eravamo noi. Un abbraccio a tutta la famiglia Boschi” ha scritto in tweet il leader di Iv, Matteo Renzi.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 14:06
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