Consulta, ancora una fumata nera. Affonda l’ancora di salvezza targata Pd-Forza Italia. Parlamento in panne sull’elezione dei tre giudici

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di Lapo Mazzei

Anche i piccoli Nazareni hanno fatto il loro tempo. Nonostante ci fosse un’intesa di massima tra Pd, Forza Italia eAp su tre nomi politici (Barbera, Pitruzzella e Sisto), per la 28esima volta è andata a vuoto l’elezione dei tre giudici della Consulta. L’ennesima fumata nera per l’elezione dei giudici che il Parlamento deve piazzare alla Corte costituzione è la dimostrazione di come la politica, ora più che mai, venga giocata solo sul modesto registro dei veti incrociati e non certo su quello dell’interesse collettivo. Tutti e tre i candidati non hanno raggiunto il quorum richiesto di 571 voti: hanno votato 877 parlamentari su 951 aventi diritto, 74 gli assenti. Augusto Barbera, indicato dal Pd, si è fermato a 536; Francesco Paolo Sisto, di Fi, a 511; Giovanni Pitruzzella, dell’area di centro, a 492. Franco Modugno, espresso dai Cinquestelle, ha invece ottenuto 140 consensi.

FRANCHI TIRATORI
Il Parlamento ancora una volta non è riuscito a trovare l’accordo e ora sotto accusa ci sono i presunti franchi tiratori che in questo caso sarebbero stati trasversali. “La spartizione delle poltrone in perfetto stile Partito della Nazione ha fallito”, ha commentato il deputato grillino Danilo Toninelli, “se vogliono cambiare metodo ed arrivare al metodo 5 Stelle noi ci siamo e penso che noi siamo più che mai necessari”. A conti fatti a Barbera sono mancati 35 voti. A Sisto addirittura 60, a conferma di una certa resistenza fra i democratici a votare per la Consulta un berlusconiano di ferro e difensore, fra l’altro, dell’ex premier nel processo Escort di Bari. Sono stati 140 invece i voti raccolti dal candidato del Movimento cinque stelle Franco Modugno. Un discreto risultato, se si considera che i parlamentari grillini sono di meno, 127, e non tutti erano presenti. Del resto, la terna, con un nome gradito ai dem, uno ai forzisti e uno ai centristi, sembrava fatta apposta per tagliare fuori i pentastellati, che dal loro blog si erano scagliati contro “la vetusta logica di spartizione delle poltrone con la solita Forza Italia”.

LE POSIZIONI
Adesso, dunque, tutto torna nuovamente in discussione. Dal Pd, intanto, tentano la solita difesa d’ufficio. “Abbiamo avanzato una candidatura autorevole, continueremo con quella candidatura autorevole”, dice il vicesegretario dei Dem, Lorenzo Guerini, dopo che già il capogruppo dei deputati democratici Ettore Rosato, a Montecitorio aveva assicurato a caldo che “Barbera resta il candidato del Pd”. Dai presidenti azzurri Paolo Romani e Renato Brunetta la conferma sull’avvocato Sisto arriva addirittura per nota ufficiale: “Resta salda l’indicazione dell’avvocato, onorevole Francesco Paolo Sisto per la Corte Costituzionale, tenuto conto anche del risultato lusinghiero raggiunto nelle votazioni di oggi”. C’è fretta ora di sbrogliare la matassa. Romani e Brunetta non a caso hanno chiesto la calendarizzazione di una nuova seduta.