Si sblocca la Consulta, scricchiola il Nazareno

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dalla Redazione

Resta solo una casella mancante alla Corte Costituzionale. E a uscirne con le ossa rotte dalla giornata di ieri è, però, Forza Italia. Con il Patto del Nazareno che scricchiola ogni minuto di più. Fumata bianca per l’elezione di uno dei due membri della Consulta. Dopo 21 scrutini passa la candidata del Pd, Silvana Sciarra, sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle (dopo il sì della rete), che ha ottenuto 630 voti. Si sbroglia la matassa anche al Csm con l’elezione di Alessio Zaccaria, candidato sostenuto dal M5S e sul quale ha deciso di convergere il Pd. Zaccaria ha ottenuto 537 voti. Bocciatura, invece, per la candidata di Forza Italia. Stefania Bariatti non ha raggiunto il quorum per l’elezione a giudice della Corte costituzionale. Si è fermata a 493 voti. E pensare che erano necessari 570 voti. Quindi ben al di sotto di quanto necessario.

AZZURRI A UN BIVIO
Una giornata che oltre all’asse Pd-Cinque Stelle, fa riemergere la faida interna tra gli azzurri. Perché alla Bariatti sono mancati proprio i voti di una parte del partito che l’ha lanciata. Insomma all’interno di Forza Italia continuano a esserci due linee che non sono tangenti più in alcun punto. Ora Silvio Berlusconi è a un bivio. Rispettare il Patto, dando credito quindi alla linea Letta-Verdini, o rompere definitivamene col premier, come richiesto da ampia parte del partito.

IL NUOVO ASSE
I Cinque Stelle che, invece, hanno avuto ampi consensi per la professoressa Sciarra hanno bollato duramente il nome indicato da Forza Italia. “L’ennesima candidatura impresentabile”, aveve scritto su Facebook il deputato dei 5Stelle, Riccardo Nuti, “La candidata Bariatti imposta da Fi è presente in decine di consigli di amministrazione come ad es. Sias s.p.a. (concessioni autostradali), astm, holding infrastrutture (Piemonte-Lombardia). Una persona che ha a che fare con appalti e commesse pubbliche. La Corte e il Paese meritano di meglio”. Una dura presa di posizione che ha portato, poi, Forza Italia a votare scheda bianca al Csm. Anziché Zaccaria indicato dai pentastellati. Esultano i Cinque Stelle. Convinti di aver messo all’angolo il Pd. “Dopo essere stato costretto dall’intransigenza del M5S a ritirare la candidatura di Violante”, scrivono i parlamentari del Movimento in una nota congiunta apparsa sul blog del leader Beppe Grillo, “il Pd ha dovuto arrendersi al nostro metodo: quello della trasparenza e della condivisione. Come gli avevamo chiesto, ha ufficializzato un nome lontano dalla politica e dotato dei requisiti e ha lasciato che fosse giudicato da tutti i cittadini”. Un asse contestato duramente da Daniela Santanché di Forza Italia che invita l’intero partito a meditare: “Come il gioco dell’oca. Bersani è partito da Grillo e oggi Renzi torna a Grillo. Con i risultati della Consulta è nata la nuova maggioranza Pd-M5S. Riflettiamo”. In ogni caso l’impasse andava sbloccato. Per l’agibilità della Consulta e per il rispetto degli italiani.