Conte è a Milano, forse questa sera andrà anche a Codogno e Lodi. “Non è il momento di mollare. Il Governo non cerca consenso, vuole fare le cose giuste”

dalla Redazione
Politica

“Non ci sono condizioni per tornare a normalità. Stiamo facendo tanti sacrifici, non è questo il momento di mollare, di un liberi tutti. Questo governo non cerca consenso, vuole fare le cose giuste anche se ciò potrebbe scontentare i cittadini”. E’ quanto ha detto il premier Giuseppe Conte al suo arrivo alla prefettura di Milano. “Con queste nuove misure ha aggiunto il presidente del Consiglio – noi manderemo al lavoro altri 4,5 milioni di lavoratori. Un flusso significativo di persone che sicuramente creerà nuove occasioni di contagio. Ma i cittadini devono avere fiducia che queste decisioni sono responsabili e nell’interesse di tutti”.

“Molti cittadini – ha detto ancora Conte – non sono contenti delle nuove misure e lo stiamo rivedendo. Questo è comprensibile perché molti speravano di tornare alla normalità, ma non ci sono le condizioni per farlo, bisogna dirlo in modo chiaro. Ci accingiamo ad attraversare la Fase 2 che è di convivenza con il virus, non di liberazione dal virus. Siamo in questa situazione perché abbiamo avuto 105mila contagiati, 2.300 nuovi al giorno e 250 decessi quotidiani. Se non avessimo un atteggiamento prudente e responsabile questa curva epidemiologica ci sfuggirebbe di mano”.

“Non sono venuto a Milano prima – ha spiegato Conte – perché nella fase più acuta la mia presenza avrebbe potuto essere addirittura di intralcio, ma nella prima occasione utile era già nei proponimenti di venire. Sarò a Milano, sarò a Brescia, sarò’ a Bergamo e se riesco già stasera a Codogno e Lodi. Poi non posso dimenticare Piacenza. Ritornerò presto perché adesso do meno fastidio agli operatori che stanno operando nell’emergenza”.

“Sono misure – ha ribadito il premier – studiate per alleviare le sofferenze anche psicologiche che tutti stiamo affrontando ma questo non significa che noi buttiamo a mare tutti i sacrifici fin qui fatti. Dobbiamo continuare ad agire in modo responsabile. Stiamo studiando altre misure, oltre a quelle del Cura Italia, per cercare di sostenere le famiglie. Ci rendiamo conto della difficoltà particolare del fatto di avere i figli in casa. Cercheremo di dare sostegno economico alle famiglie, anche in prospettiva dell’estate”.

“Spiace il rammarico della Cei e della Chiesa italiana. Non c’è alcun atteggiamento materialista – ha aggiunto il presidente del Consiglio a proposito delle celebrazioni liturgiche sospese – o insensibilità nei loro confronti, ma c’è una grande rigidità del Comitato tecnico-scientifico sul fatto che la pratica religiosa è statisticamente un grande centro di focolai epidemiologici. Però lavoreremo per stabilire un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche in piena sicurezza”.