Conte leader e basta sconti a Draghi. La rivoluzione 5S senza Rousseau

Giuseppe Conte
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Che il periodo non sia dei più rosei per il Movimento cinque stelle l’ha fatto intendere chiaramente l’ex sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo: “Credo sia doveroso chiedersi se sia ancora realmente necessario sostenere un governo Draghi. Forse non più e porrò questo tema a Giuseppe Conte e ai ministri del M5S”.

Conte leader e basta sconti a Draghi. La rivoluzione 5S senza Rousseau

Quel che pare è che Tofalo non sarà l’unico a porlo. Tanto che l’ex presidente del Consiglio ha tutta l’intenzione di anticipare lamentele e critiche: “La certezza è che non appena Conte prenderà ufficialmente in mano la leadership del Movimento, la linea politica cambierà radicalmente”, spiegano fonti interne al Movimento. Insomma, la tesi – per quanto ad oggi sia ascrivibile alla fantapolitica – di un Movimento pronto a far cadere il governo Draghi in pieno semestre bianco nel caso in cui la linea politica (specie in tema ambientale e infrastrutturale) non dovesse cambiare, non è così peregrina.

L’obiettivo di Conte a riguardo è chiaro a tutti i parlamentari, anche a quelli più critici: appena ci sarà la riorganizzazione dei Cinque stelle, l’atteggiamento nei confronti di Mario Draghi sarà molto più rigoroso e “rispettoso” dei temi originari a Cinque stelle. La sensazione, in effetti, è che nelle ultime settimane il Movimento stia toccando poco palla. E le critiche nelle chat dei parlamentari sono sempre più frequenti: “L’attività parlamentare non esiste”, scrive qualcuno. “Ora basta occuparsi solo di pandemia”, ribatte qualcuno.

Entro lunedì attesa la consegna dei dati degli iscritti

Problematiche, queste, ben note a Conte. E anche a Rocco Casalino, pronto a tornare in auge. I rumors disegnano l’ex portavoce di Palazzo Chigi scalpitare per prendere il posto di Andrea Cottone a capo della comunicazione della Camera, considerando che invece il posto di Ilaria Loquenzi pare blindato. Il punto, però, è che il direttivo del gruppo parlamentare sembra non voler cedere alla nuova “imposizione” dall’alto. Per due ragioni.

Innanzitutto per una questione economica: Casalino vorrebbe uno stipendio pari a quello che riceveva a Palazzo Chigi, ma la cifra è semplicemente impensabile per le casse del gruppo parlamentare di Montecitorio. In più, i parlamentari non vorrebbero rinunciare a chi – come Cottone e i suoi – hanno finora gestito in maniera impeccabile la comunicazione sull’attività di Aula e delle varie commissioni.

Solo dopo l’ex premier potrà riorganizzare il Movimento

Nel bailamme complessivo, però, il risultato è che lo stallo politico si riverbera anche in uno stallo comunicativo. Ecco perché, Conte in primis, c’è tutta la volontà di accelerare: “Un Movimento così a lungo senza una leadership chiara rischia di far affondare il Movimento tutto. Non mi stupierei se a breve dovessimo assistere ad altri fuoriusciti”, osserva un senatore tra i più critici. Ecco perché il primo step è risolvere la grana con Davide Casaleggio: “Lunedì Rousseau dovrà consegnare la lista degli iscritti, altro che trenta giorni”, fanno notare dal Movimento.

E se non dovesse farlo? “Si va in causa e vediamo che succede”. In effetti in quel caso Casaleggio si porrebbe non solo semplicemente contro il Movimento ma contro una decisione del Garante della Privacy. Alcuni parlamentari M5S ancora in rapporti con gli ortodossi, però, danno un’ulteriore lettura alternativa: “Casaleggio è alla canna del gas, vuole provare ad arrivare a una mediazione economica per ottenere almeno una parte dell’ammanco che a suo dire gli devono i Cinque stelle”. Vero o falso che sia, lo scopriremo a giorni. Prima di assistere al nuovo Movimento anti-Draghi.