Conte respinge l’ultimo assalto. Salvo il Reddito di cittadinanza. Sul Superbonus 110% resta però il tetto dell’Isee per le case unifamiliari. Addio per sempre al Cashback

Conte Manovra
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Una legge “espansiva, che accompagna la ripresa”. Le rassicurazioni sulla bontà della manovra – la prima del governo dei Migliori (leggi l’articoloqui la sintesi) – arrivano dal premier in persona al termine del lungo Consiglio dei ministri che ha varato la legge di Bilancio. Il Paese, stima Mario Draghi, crescerà oltre il 6% e la crescita è è la bussola e la strategia di questo governo. Spara cifre da capogiro Draghi. Ben 540 miliardi di investimenti in 15 anni se si considerano anche i fondi del Pnrr. E 40 miliardi in un triennio destinati alla riduzione delle imposte.

Il premier fa sapere che il lavoro svolto sulla manovra è stato veramente notevole e che alla fine del Cdm c’è stato persino un applauso. Ma a Palazzo Chigi nella lunga riunione che ha portato al varo della legge di Bilancio non tutto è andato liscio. Le bozze circolate sulla manovra parlavano di sospensione del Reddito di cittadinanza dopo due offerte di lavoro rifiutate (attualmente il limite è di tre) e di taglio dell’assegno a partire dal sesto mese, nella misura di cinque euro, per gli occupabili.

Misure che il M5S riteneva troppo severe e che al contrario le destre volevano inasprire. Il centrodestra, in particolar modo, avrebbe chiesto uno stop all’assegno del Reddito di cittadinanza dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro e avrebbe difeso l’ipotesi di decalage a partire dal sesto mese per tutti, indipendentemente da eventuali proposte di impiego pervenute. Ma l’assalto grazie all’intervento del leader M5S Giuseppe Conte, che ha telefonato a Draghi, è stato respinto.

Alla fine il testo è rimasto come previsto in prima battuta: la sospensione arriva dopo il secondo no e il decalage parte solo dopo il primo rifiuto. “Non è questo il governo politico dei nostri sogni, ma siamo rimasti in trincea per difendere quanto costruito in questi anni per famiglie, lavoratori e imprese”, commenta sui social Conte. “Sul Reddito di cittadinanza abbiamo fatto quello che avevamo detto: lo abbiamo rifinanziato e migliorato. Chi percepisce l’assegno viene incentivato ad accettare già la prima offerta di lavoro, se non lo fa il sostegno viene gradualmente decurtato. E questo è giusto perché in un momento così difficile del Paese una offerta di lavoro non si rifiuta.

Diventano rapidi e semplici gli sgravi per tutte le imprese che assumono percettori del Reddito in cerca di lavoro. Stringiamo i meccanismi di controllo e intervento contro le truffe. Lasciamo invariata la protezione economica per disabili, minori, soggetti fragili, per chi non è occupabile”. Luci e ombre sul Superbonus: Conte chiede (e per ora non ottiene) anche di abbassare il tetto di reddito all’incentivo green per le villette a cui è stata estesa la proroga. “Solo grazie alla nostra insistenza, il Superbonus 110% viene prorogato. Abbiamo abbattuto un altro muro, ottenendo una prima estensione della proroga alle abitazioni monofamiliari. Dobbiamo però allargare la platea delle famiglie e stiamo già lavorando per un ulteriore innalzamento del limite Isee”, spiega l’ex premier.

Riccardo Fraccaro (M5S), padre della misura, non nasconde la sua delusione: “Se confermata la bozza circolante della legge di Bilancio il Governo uccide di fatto il Superbonus e con esso la ripresa economica”. Nulla da fare per il Cashback che viene archiviato. “Ci spiace constatare che non tutti tengono, come il M5S, a un vero piano anti-evasione”, commenta Conte. Che affonda: “Ad altre forze politiche, alla destra e ai suoi nuovi compagni di viaggio – alla schiera che va da Meloni a Renzi, passando per Salvini – lasciamo l’onere di ‘coccolare’ gli evasori fiscali a tutto danno delle nostre scuole, dei servizi, degli ospedali”.

Leggi anche: Varata la Manovra. Limato il Reddito di cittadinanza mentre festeggiano gli evasori. Al taglio delle tasse 12 miliardi. Indicata come prioritaria la riduzione di Irpef e Irap.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I finti miracoli di Gualtieri

Facciamolo santo subito. E visti gli ultimi miracoli, mettiamolo tra i beati che contano, minimo minimo alla destra del Padre. A Roberto Gualtieri, d’altra parte, i prodigi vengono così, naturali. Prendiamo la sporcizia di Roma. Aveva promesso una pulizia straordinaria a dicembre, e puntualmente il

Continua »
TV E MEDIA