Contentino all’Europa: presto 3mila detenuti in meno

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di Lapo Mazzei

Tremila detenuti in meno nelle carceri e taglio dei tempi per i processi civili e penali. E, soprattutto, “non si parli né di indulti né indultini, non c’è nulla di automatico con questo decreto”, ha chiarito senza mezzi termini il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al dl contro il sovraffollamento delle carceri. Perché l’obiettivo principale del pacchetto di misure varato ieri dal Consiglio dei ministri, che prova a dare una prima risposta all’emergenza carceri e soprattutto, come ha spiegato il premier Enrico Letta, a “dare seguito alle parole di Giorgio Napolitano”, non fa sconti a nessuno. Almeno sulla carta. Il presidente della Repubblica infatti, nel tradizionale saluto di fine anno alle cariche istituzionali, ha sottolineato ancora una volta “le condizioni disumane” alle quali sono costretti i detenuti, “è un problema da non trascurare nemmeno un giorno in più”. Un monito, quello del Quirinale, che era stato al centro del messaggio inviato alle Camere. E l’esecutivo, dopo settimane di mediazioni e di confronto, ha finalmente portato sul tavolo del Cdm un pacchetto corposo che prevede un dl sulle carceri e due ddl sul processo civile e penale.

Scattano i braccialetti elettronici
La novità più importante riguarda il taglio dei tempi per quanto riguarda i processi civili e penali. Misure, tra queste c’è l’obbligo di notifiche per via telematica, che verranno inserite in due ddl. Il Dl, invece, riguarderà in particolare i tossicodipendenti. Per fatti non rilevanti “verrà tolta la recidiva”, inoltre i tossicodipendenti verranno aiutati a reinserirsi nella società, attraverso le comunità di recupero. Nel decreto è prevista anche un’altra misura importante per gli extracomunitari colpevoli di reati: in alcuni casi gli ultimi due anni di carcere li sconteranno nelle prigioni dei paesi di origine. Il dl prevede anche l’uso dei braccialetti. Dopo un confronto con il ministero dell’Interno è arrivato l’ok definitivo e anche questa misura è entrata nel consiglio dei Ministri di ieri con una sola clausola. Lo strumento sarà usato solo “nei casi di detenzione domiciliare”, come ha chiarito il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri. Fra le altre novità l’introduzione della figura del Garante nazionale dei detenuti.

Altro particolare di non poco conto la questione della custodia cautelare. “Abbiamo deciso su questo tema di rifarci al testo che è stato discusso e approfonditamente avviato a votazione in aula in tempi a nostro avviso incompatibili con gli altri provvedimenti che stiamo facendo”, ha spiegato il premier al termine del consiglio dei Ministri, “il governo si rifà a questo testo, che è alla Camera: auspichiamo che la discussione possa avvenire in parallelo con gli altri temi”. Evidentemente l’esecutivo ha preferito affidare al parlamento il compito di affrontare una materia così spinosa. “Questo provvedimento”, ha sostenuto Letta tornando a spiegare il provvedimento principale, “non ha in nessun modo elementi di pericolosità per i cittadini. Era necessario calmare una situazione esplosiva ed evitare interventi sanzionatori da parte dell’Europa. Siamo interessati a far sì che la condizione dei detenuti avvenga con la soddisfazione dei diritti fondamentali”. Per questo motivo, ha spiegato il presidente del Consiglio in una conferenza stampa a palazzo Chigi, è stata istituta la figura nazionale del garante dei diritti dei detenuti. “Facciamo un passo avanti molto importante” ha spiegato Letta, evidenziando anche il rafforzamento dell’uso dei braccialetti contenuto nel pacchetto varato dal governo.  Positivo il giudizio del Pd che giudica l’intervento del governo un provvedimento dal “carattere strutturale”, come sostiene Walter Verini, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera. “Avviare a soluzione la drammatica situazione delle carceri – aggiunge l’esponente Dem – non è solo un elementare fatto di civiltà e di rispetto autentico della Costituzione. È anche un investimento in sicurezza: gestire carceri dove chi sbaglia paga la giusta pena, ma viene rieducato e reinserito significa anche meno criminalità”.