Copione già scritto. Si realizza la profezia di Di Battista. “Draghi lo votino i rappresentanti dell’establishment”

ALESSANDRO DI BATTISTA
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Che la crisi voluta da Matteo Renzi potesse prendere una brutta piega, Alessandro Di Battista (nella foto) lo ripete da giorni. Tra i meno sorpresi per la mossa del leader di Italia Viva c’è proprio il grillino che ieri, su Facebook, ha scritto che siamo “costretti ad osservare l’oscena crisi politica italiana” scatenata per questioni, a suo dire, di poltrone.

Un’iniziativa che, sospetta il grillino, Renzi ha fatto per far cadere il governo Conte 2 al fine di sostituirlo con un esecutivo guidato da Mario Draghi. Proprio per questo ha postato sulla sua pagina personale un breve messaggio con su scritto “repetita iuvant” accompagnato da un articolo di agosto, da lui scritto, in cui prospettava profeticamente quest’eventualità che, proprio in queste ore, sembra sempre più vicina a concretizzarsi.

“Quel che penso – ha scritto oggi su Tpi.it Di Battista – è che il governo Draghi lo debbano votare, semmai i rappresentanti dell’establishment. Lo voti la Meloni che ha già detto sì, in passato, a governi tecnici e a leggi Fornero. Lo voti mezzo Pd che ha lavorato incessantemente per buttare giù Conte. Lo voti Salvini, ennesimo pezzo Di arredamento del “sistema” mascherato. Lo voti Renzi, mero esecutore di ordini altrui. Lo voti FI”.

“Un banchiere. Competente, ma pur sempre un banchiere. Ognuno avrà la sua opinione su Mario Draghi. La mia è molto negativa. Di lui – scrive ancora l’esponente M5S – si dicono le stesse cose che dissero Di Monti quando venne incaricato da Napolitano. Credibile, preparato, inserito negli ambienti giusti. Di lui si dice che abbia “salvato l’Italia”. Sciocchezze. Ha salvato l’euro-zona”.