Coprifuoco alle 23: la ministra Gelmini lo prolunga oltre le 22 per chi va al ristorante (ma le Faq di Palazzo Chigi la smentiscono)

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La ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini ha rilasciato oggi un’intervista al Messaggero in cui sostiene che per chi va a cena fuori il coprifuoco è prolungato. Si può stare nel ristorante fino alle 22 e poi tornare a casa senza rischiare sanzioni.

Coprifuoco alle 23: la ministra Gelmini lo prolunga oltre le 22 per chi va al ristorante (ma le Faq di Palazzo Chigi la smentiscono)

Nell’intervista Gelmini parla del decreto 22 aprile n. 52: “Si poteva fare di più, ma qualcuno voleva fare molto di meno. Le riaperture sono una vittoria per gli italiani. Quasi tutta Italia è in zona gialla, i nostri ragazzi tornano a scuola, ripartono tante attività economiche”. Poi arriva al punto sul coprifuoco alle 23: “C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera. Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni”.

La ministra annuncia anche un cambio con decreto legge: “I dati dei contagi stanno migliorando costantemente e la campagna vaccinale è entrata ormai nel vivo: ormai siamo quasi a 400mila inoculazioni al giorno. Se continua il trend positivo a metà maggio si cambia il coprifuoco, e il nostro obiettivo è quello di abolirlo, e si riaprono nuove attività”. E questo perché “dal primo giugno vogliamo i ristoranti al chiuso aperti anche a cena, vogliamo che riparta il settore del wedding e va risolto l’incidente sui centri commerciali che devono poter aprire anche durante i week end”.

Come cambia il ritiro dalle 22 alle 23

Poi Gelmini promette riaperture graduali: “Tutti vogliamo riaprire, il prima possibile. Con lo scorso governo l’eccessivo rigorismo ha creato situazione complicate per il Paese. Adesso stiamo lentamente riportando l’Italia alla normalità. Ma tutto deve essere graduale, il virus è ancora tra di noi e non possiamo correre il rischio di sciupare il buon lavoro fatto sinora”. C’è però un problema. Ovvero che quello che sostiene Gelmini è un’interpretazione che – per ora – non trova sostegno in nessun atto legislativo o simile.

Anzi. Una circolare del Viminale ha ribadito che il divieto di spostamento è in vigore dalle 22 alle 5 (ovvero nell’orario del coprifuoco) e che l’attività di ristorazione in zona gialla è consentita «con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto e nella fascia oraria compresa fra le 5 e le 22″. Questo quindi porterebbe in teoria un punto a sostegno della ministra. Ma nelle Faq di Palazzo Chigi si scrive a proposito delle visite ad amici e parenti che il rientro a casa deve avverarsi entro le 22.

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Quindi quello che sostiene Gelmini per ora non è stato ancora ufficializzato in nessun atto e nemmeno nelle Risposte alle Domande Frequenti del governo Draghi (che comunque non sono un atto con forza di legge). E allora questo coprifuoco alle 22 è prorogato fino alle 23 per chi va al ristorante o no?

AGGIORNAMENTO: A Gelmini ha replicato il sottosegretario Carlo Sibilia. “La legge e la circolare del Viminale è chiara e ora prevede il ritorno a casa proprio alle 22, anche per chi cena all’aperto. Se c’è qualcosa da dire sugli aspetti di sicurezza non è il caso lo faccia il Ministro degli Affari regionali. In Italia l’unica voce credibile e autorità competente in questo senso è quella del Ministro dell’Interno. Evitiamo pertanto interpretazioni personali che possano creare confusione tra i cittadini e mettere in difficolta le forze dell’ordine. Il coprifuoco al momento è alle 22”.

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