Coronavirus, Boccia: “Fino al 7 gennaio è utile per tutti chiudere il più possibile. Abbiamo il dovere di salvare vite, non di stimolare assembramenti o cenoni”

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“Siamo oltre il 36% delle terapie intensive, oltre il 42% di posti in area medica occupati. Sono le soglie che non bisogna superare. Il nostro impegno è quello di andare sotto quei parametri. Scendiamo anche bene nonostante la scelta di non fare il secondo lockdown nazionale, ma è evidente che questo mese deve portarci ancora più su e mettere in sicurezza il più possibile la rete sanitaria”. E’ quanto ha detto il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, intervenendo a DiMartedì.

“Ritengo che dalle giornate prefestive prima di Natale – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo -, fino al 7 gennaio è più utile per tutti chiudere il più possibile. Dal mio punto di vista non si fa il cenone di Natale. Ipotizzare assembramenti è folle e ipotizzare cenoni oltre ai conviventi è una cosa sbagliata. Abbiamo il dovere di salvare vite, non di stimolare assembramenti o cenoni, che si possono fare l’anno prossimo”.

“Discuteremo anche delle misure restrittive. Credo – ha aggiunto Boccia riferendosi al vertice di domattina con le Regioni – che sia doveroso e necessario restringere ancora di più durante le festività. Questa è la posizione che viene fuori dal Cts e che verrà fuori anche dalle regioni e ce lo stanno chiedendo i comuni. E’ molto ragionevole da parte nostra essere conseguenti. Le decisioni riguarderanno solo il 25, il 26 e il 31, mentre il resto del periodo è già sottoposto a prescrizioni molto chiare”.

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