Coronavirus emergenza Capitale. Riaprire subito l’ospedale Forlanini. Parla l’ex primario del presidio romano, Martelli: “Peggio della bomba atomica, non si sa chi ci spara”

di Davide Manlio Ruffolo
L'intervista Roma

“La Regione Lazio ci scherza su e ha perso tempo. La invito a riguardare su YouTube la risatina di Zingaretti quando hanno trovato i primi due contagiati all’hotel Palatino, una scena incommentabile”. A sostenere che la situazione sia stata presa sotto gamba è il professor Massimo Martelli, ex primario di chirurgia toracica del Forlanini di Roma.

Da giorni in molti, a partire da lei e inclusa la sindaca Raggi, chiedono la riapertura dell’ospedale Forlanini. In che modo la struttura chiusa nel 2015, potrebbe rendersi utile nel contrasto al covid-19?
“L’iniziativa è piaciuta a tutti tranne che al Pd e a Nicola Zingaretti. Bisogna che ci intendiamo, in Italia ci sono 5100 posti di terapia intensiva. Non possiamo confrontarci con la Germania che ne ha 28 mila. È necessario ricavarne altri perché è bene chiarire che il covid non si cura con le medicine o con le preghiere, si curano soltanto le complicanze con i respiratori. Ancora ieri sera (domenica per chi legge, ndr), alla trasmissione Non è l’Arena, l’ex premier Matteo Renzi ha detto: abbiamo ordinato 49 respiratori. Non sono pochi, sono niente ma il problema è che non sappiamo nemmeno dove metterli”.

Eppure la Regione Lazio sembra riluttante. Per l’assessore alla sanità, D’Amato, sarebbe una follia investire nella ristrutturazione. Una decisione in controtendenza con quella presa in Lombardia dove si stanno allestendo posti di terapia intensiva nell’ex Fiera. Cosa si sente di rispondere?
“Per prima cosa dico di cercare degli spazi ma chiedo anche se affidarci al privato sia la scelta giusta perché nessuno lo dice ma questo stanno facendo nel Lazio. Stanno dando la convenzione alla Columbus che stava fallendo e probabilmente alla clinica a Casal Palocco del gruppo Villa Maria. Sono tutte strutture private. Guardi all’assessore che non mi vuole nemmeno parlare anche se ci conosciamo da sempre, bisogna dirgli solo questo: nessuno ha mai detto di ristrutturare tutto il Forlanini che sono 650mila metri cubi ma una piccola parte da 1000 metri quadri dove ricavare 80 posti di terapia intensiva visto che per ognuno di questi sono necessari 12 metri quadrati”.

Qualora l’assessore cambiasse idea, quanto tempo occorrerebbe per rimettere in piedi l’ospedale?
“Guardi non ci serve chissà che cosa. Basta prendere pannelli in cartongesso come fatto a Milano dove hanno messo 150 operai a lavoro, giorno e notte, e in una settimana hanno costruito la struttura da 24 posti di terapia intensiva. Voglio essere chiaro: nessuno dice di non fare altre cose, io dico solo di fare di più. Chi dice che bastano i posti nel Lazio, mente. Finiamola di fare polemica e rimbocchiamoci le maniche perché siamo in guerra. Mi creda, è peggio della bomba atomica perché qui non sai nemmeno chi ti spara”.

Intanto sui social circola un messaggio, a lei attribuito, in cui si chiede di inviare un sms a Rai 3 per chiedere la riapertura del Forlanini. Crede basterà a smuovere la Regione Lazio?
“È come il coronavirus, io ho scritto un messaggio a quattro pazienti e si è diffuso da solo al punto che una mia amica da Miami mi ha detto che le era arrivato. Tuttavia questi sms non porteranno a nulla, è più importante la petizione su change.org che è già a quota 92mila firme e questa può fare la differenza. In ultimo voglio precisare una cosa, nessuno si permetta di dire che faccio disinformazione perché in tal caso partiranno le denunce”.