Coronavirus, i voli tra Italia e Cina resteranno chiusi. Il primo italiano contagiato è un giovane di Luzzara. Il sindaco: “Sta bene ed è asintomatico”

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I voli tra Italia e Cina resteranno chiusi, così come previsto dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza il 31 gennaio scorso. E’ quanto è stato confermato dalla riunione di stamattina della task force sul Coronavirus nCov-2019, che si è svolta alla presenza dello stesso ministro. Inoltre “si continuerà a lavorare per implementare le misure già attivate nelle ultime settimane”, spiega il ministero in una nota. Questa mattina si era diffusa la notizia, sostenuta dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunyingpoi e poi smentita dalla Farnesina, secondo cui l’Italia è disposta a riprende alcuni collegamenti aerei con la Cina.

Sul fronte dei contagi, è di ieri sera la notizia del primo caso italiano, dopo i due turisti cinesi ricoverati nei giorni scorsi a Roma. L’Istituto superiore di sanità ha confermato l’esito positivo del test su uno dei rimpatriati italiani da Wuhan, messo in quarantena nella città militare della Cecchignola. Il paziente, ha riferito ieri sera l’Iss, è attualmente ricoverato all’istituto Spallanzani con “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”.

Si tratta di un giovane ricercatore di 29 anni e al momento è l’unico cittadino italiano positivo al test dei 56 rimpatriati lunedì scorso. “Confermo la notizia che il primo italiano contagiato dal Coronavirus è un ragazzo di Luzzara. Ho sentito il padre che mi ha dato, fortunatamente, notizie confortanti: il ragazzo sta bene ed è asintomatico” ha scritto su Facebook, Andrea Costa, sindaco di Luzzara, paese in provincia di Reggio Emilia.

“Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che l’italiano risultato positivo al coronavirus possa avere trasmesso l’infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati, come lui, dalla città cinese di Wuhan e tuttora in osservazione alla città militare della Cecchignola” ha detto all’Ansa il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza.