Corruzione in Tribunale, chiesti 20 rinvii a giudizio. Scoperchiato a Brindisi un business illecito intorno ai fallimenti

Brindisi Galiano
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Chiesti dalla procura di Potenza i rinvii a giudizio del giudice del Tribunale di Brindisi, Gianmarco Galiano (nella foto), e di altre 19 persone, tutti coinvolti in un’inchiesta su alcune procedure fallimentari che il 28 gennaio scorso portò a una serie di arresti. Tredici indagati, tra i quali il giudice e il commercialista ritenuto il suo braccio destro, Oreste Pepe Milizia, di Francavilla Fontana, sono accusati di aver costituito un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di corruzione in atti giudiziari.

Galiano, ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale, è accusato anche di essersi appropriato di parte dei risarcimenti riconosciuti a due coppie di genitori, una che aveva perso una figlia di 23 anni in un incidente stradale e l’altra per un figlio disabile in seguito a colpa medica. A decidere sarà il giudice per l’udienza preliminare il prossimo 10 novembre.

Restando poi sempre in Puglia e sempre sul fronte della corruzione in toga, è iniziata davanti al gup di Lecce l’udienza preliminare nei confronti di 9 persone (leggi l’articolo), tra cui l’ex gip di Bari, Giuseppe De Benedictis, e l’ormai ex penalista Giancarlo Chiariello, e sia la Presidenza del Consiglio dei Ministri che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bari hanno chiesto di costituirsi parte civile. Gli imputati sono accusati di corruzione in atti giudiziari, ovvero di aver preso tangenti in cambio di scarcerazioni. Imputato anche un appuntato dei carabinieri in servizio nella sezione di polizia giudiziaria della Procura di Bari.