Corsa al vaccino, ora il problema è scegliere quale. L’Ue ha già comprato 1,2 miliardi di dosi da cinque diverse aziende

di Laura Tecce
Cronaca

Fra gli oltre 200 vaccini in sperimentazione contro il coronavirus ce ne sono circa 50 che sono stati già testati sull’uomo, e fra essi una manciata è arrivata alle fasi finali, con la possibilità che milioni di dosi potrebbero essere distribuite già entro la fine dell’anno. E questa è sicuramente una buona notizia: tra quelli più vicini alla fase di approvazione ci sono i farmaci messi a punto di Pfizer-BioNthec e Moderna. Entrambi usano il metodo dell’Rna messaggero, ossia viene iniettato nell’organismo un gene sintetico che ordina alle cellule di produrre la proteina Spike di Coronavirus che stimola la reazione del sistema immunitario.

I dati preliminari riguardo all’efficacia che abbiamo visto finora sono molto simili: il 90% di protezione per il vaccino Pfizer-BioNTech e il 94,5% per quello di Moderna. Tuttavia, entrambe le prove sono ancora in corso e i numeri finali potrebbero cambiare. Le differenze fra i due però sono sostanziali, a partire dalla temperatura di conservazione e per il nostro Paese non è un particolare di poco conto. Il vaccino di Pfizer deve essere trasportato a una temperatura di -80 gradi e l’Italia non è organizzata per il momento a far fronte a tale condizione. Quello di Moderna, invece, resta stabile a temperature standard di refrigerazione tra 2° e 8°C per 30 giorni e l’azienda ha reso noto che si prevedono condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine a temperature standard del congelatore di -20°C per 6 mesi. Decisamente una gestione più semplice.

L’Unione Europea ha opzionato intanto già 200 milioni di dosi di Pzifer più altre eventuali cento in tranche successive che per l’Italia si tradurranno in una disponibilità che ammonterebbe a 27 milioni di dosi, ed ha avviato i colloqui con Moderna per 160 milioni di dosi Negli Stati Uniti sono già stati prodotti “diversi milioni di dosi” di quest’ultimo ma Tal Zaks, Chief medical officer dell’azienda però non fa ancora previsioni sullo “sbarco” in Europa: “Non deve sorprendere che le prime dosi, tutte quelle del 2020, siano riservate agli Stati Uniti. Ursula von der Leyen ha inoltre annunciato ieri “un nuovo contratto per acquistare 405 milioni di dosi di un futuro vaccino prodotto da CureVac”. Si tratta “del quinto contratto. Finora ci siamo assicurati 1,2 miliardi di dosi di potenziali vaccini. Ci impegniamo a garantire l’accesso a vaccini sicuri, efficaci e convenienti”, ha aggiunto.