Opposizioni allo scontro finale. Dalla vigilanza Rai al Copasir, è corsa aperta all’ultima poltrona. Fratelli d’Italia si mette di traverso all’accordo tra Pd e Forza Italia

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Spie e comunicazione di massa. Non sono gli ingredienti di un nuovo romanzo estivo, ma l’attuale terreno di scontro politico tra le opposizioni. Ad essere precisi, sono gli argomenti di cui si occupano due commissioni parlamentari, la cui presidenza è storicamente attribuita alle minoranze, ma che in queste ore non riescono a trovarne la quadra, sbattendo più volte sul muro dei veti incrociati.

Spie e tv di Stato – La prima, il Copasir, è il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, è l’organo che esercita il controllo sull’operato dei servizi segreti italiani, mentre la seconda, la commissione di Vigilanza Rai, è quella che sorveglia sulla televisione di Stato. Spie e comunicazione appunto. Un nodo destinato a sciogliersi comunque nei prossimi giorni, vista la decisione dei capigruppo di Montecitorio e Palazzo Madama, di convocare i lavori di tutte le commissioni, comprese quelle che spettano alla maggioranza, per domani mattina. Eppure la trattativa ancora non decolla, con il Partito democratico e Fratelli d’Italia, in particolare, che rivendicano entrambi il Copasir, mettendo rispettivamente sul tavolo i nomi di Lorenzo Guerini e Edmondo Cirielli. Alla Lega l’uomo messo in campo da Giorgia Meloni non dispiace affatto, ma i voti del Carroccio da soli non basterebbero a portare in porto l’operazione, mentre Forza Italia parrebbe avere già un accordo di massima con i dem, che in cambio darebbero via libera agli azzurri per avere Paolo Romani o Maurizio Gasparri alla Vigilanza Rai. “Nella riunione di oggi (ieri, ndr)tra le opposizioni – ha marcato il punto il vice presidente della Camera in quota di FdI, Fabio Rampelli – si è intuito il gioco delle parti tra Forza Italia e Pd, perché di fatto gli azzurri hanno fatto una proposta e i democratici non li hanno neanche fatti concludere, dichiarandosi subito d’accordo”.

Veti incrociati – Il principio proposto da Fi e dem, conferma il deputato, è quello di assegnare le presidenze delle due commissioni ai gruppi numericamente più consistenti. Principio ovviamente respinto al mittente dal partito capitanato dalla Meloni. E, forse, non solo da loro. “Cinque anni fa – scriveva il 10 maggio su Facebook , il sottosegretario pentastellato Angelo Tofalo – mi sono battuto con forza per fare in modo che la presidenza del Copasir andasse al Movimento Cinque Stelle, ma il Pd di Letta decise di affidare questo delicato ruolo a Stucchi, rappresentante di una Lega (ancora Nord) votata dal 4% degli elettori”. Un post che per molti è suonato come un chiaro avvertimento al Pd, a non lamentarsi in caso di sorprese, visto l’atteggiamento passato. Del resto anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, dopo la capigruppo di ieri, ha tenuto a precisare che, se è vero che “il gruppo del Pd ha parlato esplicitamente di Copasir” lo è altrettanto che “le commissioni di garanzia sono tante e le opposizioni sono varie”. Al Nazareno sono avvisati.