Così la Destra risponde a Berlusconi e Salvini. Alemanno riunisce 24 sigle. Sottoscritto un documento comune per l’unità

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L’obiettivo è quello di ridurre le 24 sigle che esistono nel variegato mondo della destra italiana per costruire una Destra unita. Un obiettivo ambizioso, quanto stimolante, quello rilanciato dall’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ieri nella Capitale. Perchè il rischio più grande per le forze che rappresentano il mondo di destra in Italia, secondo l’ex ministro, è quello di rischiare di “restare schiacciati nell’abbraccio tra Berlusconi e Salvini”. Alemanno, leader del movimento Prima L’Italia, è riuscito a riunire le oltre 20 sigle raggiungendo la sottoscrizione di un documento comune a margine del seminario “Nuova, vera, unita”.

Tra i volti noti apparsi a Palazzo Wedekind c’erano tanti ex An e volti noti della destra italiana, quali Pasquale Viespoli, Isabella Rauti, Roberto Menia, Alessandro Urzì. Ma anche tanti giovani e volti nuovi della politica. Tutti con lo stesso fine di arrivare a “un appello, un progetto, un patto che non vuole essere un tentativo folle e disperato, ma recuperare un’offerta politica basata sulla centralità dello Stato e avversa all’Europa dei burocrati”.

Si riparte dalla Fondazione Alleanza Nazionale che si riunirà in assemblea il prossimo 3 ottobre. “Il patrimonio della Fondazione deve servire per fare politica, non certo per fare un museo, a partire dalle sedi sparse in tutta Italia”, ha spiegato Alemanno ricordando come la Fondazione sia stata creata, in parallelo allo scioglimento di An, proprio “come scialuppa di salvataggio” per la destra. Il punto di riferimento principale per il mondo di Destra sarà Fratelli d’Italia. “Finora”, ha affermato Mario Landolfi, “ha avuto il merito di tenere viva una presenza che oggi rischia di morire di contiguità rispetto alla Lega di Salvini”.