Così l’Europa vuole ingabbiare l’Isis. Tracciabilità dei passeggeri aerei e intelligence coordinate

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Dopo l’Inghilterra anche la Germania dichiara guerra all’Isis. I deputati tedeschi hanno approvato la missione militare più imponente dal dopoguerra a oggi con l’invio di 1.200 militari. Il Bundestag, la camera bassa, ha votato a grande maggioranza (445 voti a favore, 146 contro e 7 astensioni) il dispiegamento di aerei da ricognizione Tornado, di una fregata e dei soldati. Una risposta alle richieste di supporto francesi. Da par suo la Francia fa sapere che l’aviazione ha condotto voli di ricognizione e raccolta informazioni sulle zone controllate dallo Stato islamico in Libia. E tanti altri ancora sono in programma. Due le missioni condotte: una il 20 e l’altra il 21 novembre nelle zone di Sirte e Tobruk.

Nel frattempo i ministri degli interni Ue hanno trovato la quadra sulla direttiva Pnr per la registrazione dei dati dei passeggeri. A spiegarla il ministro degli Interni, Angelino Alfano: “Le informazioni saranno in chiaro per sei mesi e resteranno accessibili anche se criptati per i quattro anni e mezzo successivi. L’accordo riguarda i voli dentro l’Europa ed è stato raggiunto tra governi europei e non in base ad un accordo tra istituzioni. Prevede la possibilità per le polizie di avere i nomi dei passeggeri, con l’obbligo per le compagnie aeree di tenere archiviate le indicazioni anagrafiche ed una serie di dati molto importanti”. Altro punto cruciale è il rafforzamento dell’Europol con una collaborazione più forte tra la polizia europea, le agenzie (Frontex in primis) e le intelligence.

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