Il Covid rialza la testa tra indici in salita e vaccini al rallenty. Tre giorni di fila con oltre mille casi. Sei regioni tornano in pericolo

variante delta Sileri
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Corre anche in Europa e fa paura la variante Delta. In Gran Bretagna i casi in 24 ore schizzano a 35.707, segnando un nuovo picco da gennaio, in Francia il 50% dei contagi è da ricondurre alla Delta e aumentano i paesi che sconsigliano i viaggi in Spagna per il rischio-Covid. Perfino la Germania l’ha inserita nella lista, includendo anche Maiorca e le Canarie.

Il timore è quello di rivivere il film dell’estate scorsa dove all’allentamento delle tensioni seguì un’impennata dei casi. Per questo si rinnovano gli appelli alle vaccinazioni che, anche se non frenano i contagi, di certo influiscono sulla drastica diminuzione dei ricoveri. Tanto che per il direttore esecutivo dell’Oms Mike Ryan, il peggio della pandemia è “probabilmente” alle spalle per i paesi più avanti con le vaccinazioni. E non arrivano segnali incoraggianti neanche dal nostro Paese.

Per il terzo giorno consecutivo i nuovi casi positivi sono oltre mille e, probabilmente sotto la spinta della variante Delta, salgono tutti i valori rilevati nel monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero della Salute (qui il video della conferenza stampa di ieri): l’indice di contagio Rt si alza leggermente, da 0,63 a 0,66 e l’incidenza sale da 9 a 11 casi ogni 100.000 abitanti. L’elemento positivo è, secondo l’Iss, la protezione data dai vaccini contro ricoveri e decessi, stimata fino al 100%. Secondo il monitoraggio dell’Iss sono 6 le regioni e due le province autonome classificate a rischio moderato: sono Abruzzo, Campania, Marche, Veneto, Sardegna e Sicilia con le due province di Trento e Bolzano; sono invece 13 le regioni considerate a rischio basso.

La variante Delta sta comunque imprimendo un cambio di passo nell’epidemia e il monitoraggio indica che “11 regioni o province autonome vedono casi in aumento negli ultimi 7 giorni”. A spingere è sempre la variante Delta, la cui circolazione è in aumento e, si legge nel monitoraggio, potrà essere controllata grazie al tracciamento, con l’aiuto dei vaccini e rispettando le misure di sicurezza. La variante sta anche ridisegnando alcune caratteristiche dell’epidemia: per esempio, ha detto Silvio Brusaferro, l’età mediana dei nuovi casi è ora 31 anni, quella dei ricoverati nei reparti è di 52 anni, 63 per i ricoverati in terapia intensiva e 78 per la mortalità.

Positivi i dati sui vaccini relativi al periodo compreso fra il 21 giugno e il 4 luglio, elaborati da Iss e provenienti dall’Anagrafe nazionale vaccini e dalla sorveglianza integrata: se si sono completate le due dosi previste, è efficace circa all’80% nel proteggere dall’infezione e fino al 100% dalle forme più gravi della malattia, per tutte le fasce di età.Mette in guardia sul dilagare della variante Delta il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Siamo passati da 800 casi al giorno a oltre 1.200-1.300, questo fa pensare che a fine mese arriveremo a numeri tre o quattro volte superiori”. La risalita, ha spiegato, “è causata dalla variante Delta che si diffonde di più in una popolazione in cui molti devono ancora completare la seconda dose”, ma anche dal calo dell’attenzione.

“Sicuramente il passaggio in finale dell’Italia determina più assembramenti, più mobilità, è chiaro che qualche focolaio in più c’è e ci sarà. Quello che ha vissuto il Regno Unito accadrà in tutta Europa, è inevitabile. La mascherina dove c’è assembramento va tenuta, vanno incrementati i controlli. Non si può obbligare le persone a non festeggiare ma bisogna farlo con rigore. Temo si possano generare focolai come quello di Maiorca”. Apre invece alla possibilità di ritornare a ballare Sileri: “Con un Green pass modificato ovvero che preveda la doppia dose di vaccino, e tamponi fatti a tappeto in modo rigoroso, perché no? Sono più preoccupato da ritrovi anonimi”.

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