Crac Interattiva, arrestato l’uomo di Confalonieri

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Simona De Santis

Bancarotta fraudolenta, tentata truffa e turbativa d’asta. Sono questi i reati per cui è stato arrestato Andrea Ambrogetti, direttore delle relazioni istituzionali Italia di Mediaset per il crac della società di telecomunicazioni “Interattiva” fallita nel 2012. La società che operava nell’ambito delle telecomunicazioni è travolta da un passivo di circa 3 milioni di euro. Ambrogetti, ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto della Interattiva è anche braccio destro di Confalonieri nella direzione delle relazioni istituzionali di Mediaset, ( totalmente estranea alla vicenda), e presidente dell’Associazione nazionale per lo sviluppo della Tv digitale terrestre Dgtvi. La moglie di Ambrogetti, Ilaria Sbressa è finita in carcere. Mentre insieme al marito sono finiti ai domiciliari, su ordine del gip di Milano Natalia Imarisio la sorella della Sbressa, un avvocato e due commercialisti romani. A tutti a vario titolo, vengono contestati i reati di concorso in bancarotta fraudolenta, tentata truffa e turbativa d’asta. La tentata truffa e la turbativa d’asta sono contestati in relazione al tentativo da parte della società Interattiva Media, nata sulle ceneri della Interattiva srl fallita, di ottenere un finanziamento per milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca per un progetto didattico. Nell’inchiesta su Interattiva srl il gip nei mesi scorsi, aveva già sequestrato le quote delle società Imove, Interattiva Media e Ime, oltre a una quota del consorzio Alphabet.
Nel capo di imputazione, tra l’altro, ad Ambrogetti e alla moglie Ilaria viene contestata una serie di operazioni distrattive, e cioè di aver fatto sostenere alla società poi fallita i costi per il loro matrimonio, per una casa di vacanze all’Argentario, per un viaggio negli Stati Uniti e in Polinesia ed anche per un orologio di marca come regalo – a Carlo Sartori, dirigente ora scomparso di New Rai International e legale rappresentante dell’associazione Dgtvi e anche per una pedana vibrante costata più di 2.500 euro.