Crimi dà la linea, prioritario stabilizzare il Governo. Il capo politico M5S chiude a Di Battista. No a Mes e rimpasto. Confermati limite dei due mandati e Raggi bis a Roma

di Raffaella Malito
Politica

Chiude a Di Battista e ai puristi e tende una mano ai governisti. Conferma la voglia di collegialità che attraversa il Movimento. Difende il limite del doppio mandato e non vede all’orizzonte manovre per ritoccare la squadra di governo. Blinda l’accordo siglato in maggioranza sulla riforma elettorale per un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Ma ribadisce il suo no al Mes. Il capo politico dei pentastellati Vito Crimi parla a Skytg24. Sulla leadership del M5S, dice, “sarà l’assemblea degli iscritti a decidere. Quello che percepisco è la voglia che ci sia una collegialità nelle decisioni e nelle scelte, che possa interpretare i sentimenti e gli umori delle varie anime per trovare una sintesi”.

Le inquietudini di Di Battista? “Siamo un movimento e rimaniamo tali. Anche io sono un po’ nostalgico delle lotte movimentiste, lo siamo tutti. Però in questo momento il Paese ha bisogno di un governo stabile che possa portare a casa grandi risultati”. Con orgoglio rivendica il ruolo esercitato dal Movimento in questi anni: “Noi abbiamo davvero stravolto la politica italiana, a partire dal taglio dei parlamentari. Abbiamo realizzato un sogno: quando dei cittadini dalla base arrivano a governare il Paese”. Rimpasto? No, grazie. “Il governo è solido, prima e dopo le Regionali non è cambiato nulla”.

Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti vicepremier? “Di Maio è già al governo. Né da parte del segretario Pd è stato mai manifestato questo desiderio. Forse altri spingono per mettere zizzania”. Ora c’è una mission precisa ed è la sfida del Recovery: “Noi stiamo al governo perché vogliamo che quei 209 miliardi siano spesi con oculatezza e non sperperati. Qualcuno forse si è pentito di qualche mojito di troppo e di aver perso l’occasione di mettere le mani su quei fondi”. Difende il Reddito di cittadinanza ma apre a ritocchi: “è una misura che va completata. Noi oggi dobbiamo avviare al lavoro chi lo percepisce”.

Il Mes? Crimi lo definisce “un’ultima spiaggia” a cui se mai si facesse ricorso vorrebbe dire che siamo “veramente messi male” ma è sicuro: “Non ci arriveremo mai”. Blinda l’accordo sul Brescellum. Come ha già fatto il leader dem Nicola Zingaretti. “L’accordo già c’è e c’era anche prima. E’ sul proporzionale puro con il 5% di sbarramento. Noi stiamo ai patti”. Ma sulla scuola non fa sconti ai dem. “Non so se nelle polemiche del Pd sul concorso per la scuola c’è dell’altro. Io credo che bisogna farlo nel più breve tempo possibile e portare 32mila insegnanti nuovi alla scuola”.

Nega che il Movimento stia rivedendo il limite del doppio mandato. “Ritengo l’argomento assolutamente fuori da ogni discussione. E’ uno dei temi a cui il M5S non può rinunciare. Io sono al secondo e non mi ricandiderei nemmeno se ci fossero dieci mandati”. Massima fiducia poi nelle due donne sindaco di città importanti come Roma e Torino. “Virginia Raggi ha dovuto per anni togliere le macerie lasciate dai predecessori e adesso cominciamo a vedere i frutti di quanto seminato in questi ultimi anni”.

Chiara Appendino nel gruppo dirigente nonostante la condanna? “Una condanna abbastanza surreale. Detto questo è una persona splendida, bisognerebbe chiedere a lei se è disponibile. Sicuramente è una persona capace per come ha dimostrato di saper amministrare Torino”. E sull’allerta Covid tra i senatori grillini rassicura: “Io ho fatto il test tre giorni fa, sul volo Linate-Roma, ed è negativo. E comunque non ho avuto contatti con i senatori positivi”.