Crisi nel Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo l’aveva previsto: non votare su Rousseau presenta il conto. Ma Crimi tirò dritto

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Pochi, pochissimi i commenti che i pentastellati affidano ai social e alla rete per commentare la crisi nel Movimento 5 Stelle, nata dalla decisione del Tribunale di Napoli di sospendere le due delibere con cui, lo scorso agosto, il M5S ha modificato il proprio statuto e designato Giuseppe Conte come presidente.

Tra i pochi scrive il senatore Gianluca Ferrara: “Non credo che dei cavilli e delle forzature giuridiche possano fermare ciò che davvero conta: il desiderio di avere Giuseppe Conte come presidente del M5S!”.

Non si sbilancia e cerca di stemperare la crisi nel Movimento 5 Stelle il deputato ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel primo governo Conte, Mattia Fantinati: “È una faccenda tecnica. Vedremo. Penso – dice a La Notiziache il M5S abbia dimostrato di essere una buona palestra di leadership politica. Qualsiasi notizia che riguarda il M5s viene sempre letta come caos o crisi. Io so che ne siamo sempre usciti più forti”.

Davide Casaleggio aveva previsto la crisi nel Movimento 5 Stelle

E se la maggior parte dei pentastellati per lo più restano abbottonati o cauti c’è qualcuno che, ormai fuori dalla galassia 5Stelle, non ha paura di parlare e di uscire allo scoperto. Davide Casaleggio in queste ore si sta letteralmente fregando le mani.

“In più occasioni abbiamo evidenziato quanto la gestione delle votazioni e della comunità degli iscritti richiedesse un livello di attenzione e professionalità che non possono essere improvvisati con modelli di gestione, invece, approssimativi e dilettantistici così come, invece, avvenuto”, scrive l’associazione Rousseau.

Che ricorda anche un post scritto nel giugno 2021 dallo stesso Casaleggio che “consigliava al M5S di operare nel pieno rispetto delle regole avvertendo: ‘Gli scogli sono vicini. Ripeto. Gli scogli sono vicini’. E oggi il Movimento è tristemente andato a sbattere su quegli scogli e sarà costretto ad effettuare nuove votazioni indette dal Garante Beppe Grillo – unico organo in grado oggi di convocare gli iscritti – per individuare un guida collegiale al posto del decaduto presidente e capo politico Giuseppe Conte e dovrà farlo, questa volta, nel rispetto delle regole e delle modalità previste dal precedente Statuto e che da ora è di nuovo in vigore”.

Crisi nel Movimento 5 Stelle: la profezia di Beppe Grillo

E non era l’unico post profetico. Molti tra i pentastellati ricordano un altro post che pareva aver previsto l’iceberg: quello di Beppe Grillo. Era l’estate dello scorso anno e tra Conte e il garante del Movimento i rapporti erano più che tesi. Grillo insisteva nel procedere subito al voto del collegio direttivo e sollecitava a farlo su Rousseau.

Un post in cui Grillo, a proposito della questione sollevata da Vito Crimi – ovvero che la piattaforma gestita da Casaleggio non fosse legittimata a far pronunciare gli attivisti – replicava aspramente, strigliando l’allora capo politico reggente del M5S: “Sarebbe proprio il votare su una piattaforma diversa che esporrebbe il movimento, e te in prima persona, ad azioni anche risarcitorie da parte di tutti gli iscritti. Come ti ho sempre detto prima di poter votare su un’altra piattaforma è, infatti, necessario modificare lo statuto con una votazione su Rousseau”.

E il tribunale di Napoli sembra non solo indicare che l’unica strada ora percorribile sia quella di indire – via Grillo – un nuovo voto sul ‘collegio direttivo’, ma anche di poterlo fare sulla piattaforma Rousseau.

La sentenza del Tribunale di Napoli concela il chiarimento tra Conte e Di Maio

Gli ultimi eventi che hanno terremotato il M5S rischiano di congelare il chiarimento atteso tra Conte e il ministro degli Esteri ed ex capo politico del M5S, Luigi Di Maio. Fantinati benedice le dimissioni di Di Maio dal comitato di garanzia e auspica che arrivi presto quel momento di riflessione al vertice.

“Non penso si possa criticare Di Maio per aver detto la verità. Siamo un Movimento democratico e dal basso, il dissenso è il sale della democrazia, non è con l’unanimismo, che mi ricorda la Russia sovietica, che combattiamo il correntismo”, spiega Fantinati.

“Ripeto, – aggiunge – il dissenso ragionato serve per crescere, e non c’entra nulla con tutto quello che ho letto in giro in questi giorni. Le dimissioni di Luigi sono un gesto importante e finalizzato a favorire quella franca riflessione all’interno di cui nessuno che ama il Movimento può avere paura”.

“Anzi, il confronto con chi ha opinioni diverse è sempre un arricchimento per tutti. E non mi sono piaciuti gli attacchi pesanti nei suoi confronti. Come recita il nostro statuto, ‘al centro deve esserci il rispetto della persona'”, conclude Mattia Fantinati.