Croce e martello, Bertinotti diventa ciellino e seppellisce il comunismo: “La sinistra è morta”

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Un comunista diventato ciellino. La nemesi dell’ex SubComandante Fausto Bertinotti è completa. E l’ammissione è arrivata in un’intervista al Corriere della Sera, in cui l’ex leader storico di Rifondazione comunista celebra il funerale della sinistra: “È morta”. Abbracciando un nuovo credo. Quello di Comunione e liberazione, un’organizzazione storicamente contrapposta ai progressisti tradizionali. Al meeting di Rimini, organizzato ogni anno da Cl, Bertinotti sostiene di aver “trovato molto di più e di diverso di quel che mi aspettavo. Anzitutto, il popolo”. Per giustificare la sua conversione, l’ex presidente della Camera cita anche Gramsci: per lui “l’intellettuale può pensare di rappresentare il popolo solo se con questo vi è quella che lui chiamava una connessione sentimentale. Lì l’ho trovata”. Una riedizione del cattocomunismo del Terzo Millennio.

L’elogio ai ciellini e alla Chiesa del fu SubComandante Fausto prosegue.:”Carrón e il Papa mettono l’accento sull’abbandono della corazza del potere. Proprio il rapporto sbagliato con il potere e le istituzioni è causa ed effetto dello smarrimento dell’identità di cui soffre la sinistra”. Da qui la disamina della fine della sinistra intesa “come istanza di uguaglianza continua a vivere nella cultura e nel sociale”. Tuttavia, almeno per ora, Bertinotti dice di non essersi convertito al cattolicesimo.  “Questo sarebbe la negazione del dialogo che deve essere tra diversi. Se uno pensa di farsi cooptare vuol dire che non ha identità”.