Crolla la funivia del Mottarone in Piemonte. Le vittime sono 14. Morto anche uno dei bambini coinvolti. La Procura di Verbania indaga per omicidio colposo plurimo

Funivia Mottarone
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

È di 14 vittime il bilancio definitivo del crollo della cabina della funivia del Mottarone che parte da Stresa, in provincia di Verbania. È morto anche uno dei due bambini portati in elicottero in codice rosso all’ospedale Regina Margherita di Torino. Sul luogo dell’incidente, oltre ai soccorritori del 118, sono intervenute diverse squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, insieme a diverse squadre dei Vigili del Fuoco e ai Carabinieri.

La funivia del Mottarone aveva riaperto al pubblico il 24 aprile, come gli altri impianti in Italia, dopo oltre un anno di chiusura dovuto all’emergenza Covid. Nel 2016 la funivia aveva subito degli interventi importanti di manutenzione. La cabina sarebbe crollata da un’altezza di diverse decine di metri.

Secondo le prime ricostruzioni fornite dai soccorritori, l’incidente sarebbe stato causato dal cedimento di una delle funi, nella parte più alta del tragitto, a circa trecento metri dalla stazione di arrivo. L’impianto di Mottarone, partendo dal lago Maggiore arriva a quota 1.491 metri. Nella cabina c’erano 15 persone in tutto. Le condizioni dei due bambini – 9 e 5 anni – sono apparse subito gravi, entrambi sono stati ricoverati in rianimazione con diversi traumi ma il più grande dei due non ce l’ha fatta.

“Per ora procediamo per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose – ha detto il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi -, dobbiamo verificare anche la fattispecie dei reati di attentato alla sicurezza dei trasporti, anche in base alla natura pubblica o meno dell’impianto. L’intera area è stata posta sotto sequestro cominceremo dai rilievi tecnici per accertare le cause dell’incidente”.

Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, segue da vicino quanto avvenuto a Stresa. Appena appresa la notizia del tragico incidente, il ministro ha contattato immediatamente le autorità locali, il Prefetto e i Vigili del Fuoco. “Ho appreso con profondo dolore la notizia del tragico incidente della funivia Stresa-Mottarone. Esprimo il cordoglio di tutto il Governo alle famiglie delle vittime, con un pensiero particolare rivolto ai bimbi rimasti gravemente feriti e ai loro familiari” ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi.

“Sto arrivando su Stresa. E’ una tragedia enorme che ci distrugge moralmente perché erano i primi giorni di riapertura, la prima domenica in cui la regione si avvicinava a quel colore bianco che significava far ripartire il turismo. Questa giornata ci distrugge, ho attivato immediatamente il mio assessore della protezione civile del Piemonte. La sicurezza deve essere a 360 gradi”. Ha detto al Tg1 il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

“Nel 2016 è stata completata una revisione generale a cura di Leitner con installazioni di nuove apparecchiature elettroniche che hanno interessato cabine e carrello. Non erano stati fatti interventi sulla fune che viene controllata annualmente. L’impianto è stato costruito negli anni ’70 da un’azienda che adesso non c’è più, Piemonte Funivie. Per il momento è ancora prematuro stabilire le esatte cause della tragedia”. Ha riferito all’Agi il portavoce della Leitner, azienda di Vipiteno che si occupa di impianti a fune e battipista commentando la tragedia di Mottarone.