Militarizzazione scolastica, un toolkit per resistere: così i docenti provano a difendersi con un manuale

A Padova il manuale dei docenti contro i militari in classe. Intanto la Difesa mette la scuola nei suoi piani e cerca 30mila unità

Militarizzazione scolastica, un toolkit per resistere: così i docenti provano a difendersi con un manuale

Per tenere i militari fuori da un’aula, in Italia, adesso serve una cassetta degli attrezzi. Si chiama “Toolkit per resistere alla militarizzazione”. L’hanno presentato sabato a Padova l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, il collettivo Corda e la rete Rup (Ricerca e università per la Palestina), davanti a oltre 100 persone in sala e circa 200 collegate secondo gli organizzatori. Ha aperto i lavori Michele Lancione, ordinario al Politecnico di Torino, che il fenomeno lo chiama per nome: il nuovo complesso militare accademico industriale.

I numeri sulla presenza nelle università dei gruppi che producono armi, li aveva già messi in fila Altreconomia a ottobre 2025, con richieste di accesso civico alla metà degli atenei pubblici. Mario Pianta, economista della Scuola normale superiore, ha avvertito su Altreconomia che con meno soldi alla ricerca e più spesa militare quei rapporti rischiano di stringersi ancora. La ricerca pubblica, insomma, si arruola per contratto.

Militarizzazione scolastica, genitori in mimetica alle elementari

Nelle scuole il copione è più rozzo. In Toscana l’Ufficio scolastico regionale prosegue con il Comando militare Esercito un progetto che dal 21 settembre 2026 al 10 giugno 2027 porta conferenze e visite ai reparti fino alla primaria. Lì, secondo l’Osservatorio, sono previsti “genitori in divisa” chiamati a promuovere la Forza armata, più quaderni e penne in regalo. In Emilia-Romagna la Flc Cgil ha chiesto di interrompere la convenzione per le conferenze di orientamento che l’Esercito ripropone ogni anno nelle superiori. A Molfetta, secondo Repubblica, sono circolate le foto di bambini che imbracciano un fucile durante un open day, liquidate nella replica come strumentali.

Il catalogo, del resto, si allunga da anni. Avvenire ha raccontato a inizio 2025 di un’intera scolaresca portata in caserma a Brindisi per una lezione di combattimento corpo a corpo. A febbraio 2024 il Manifesto pubblicava la foto, diffusa dall’Osservatorio, di un militare che a Gioia del Colle fa indossare un giubbotto antischegge a un’alunna. E l’Osservatorio, quando a marzo 2023 si è presentato alla Camera, era nato proprio per raccogliere casi come questo.

La scuola nei piani del governo

Con l’attuale governo tutto questo ha trovato un’architettura. Il 21 febbraio 2023 il ministro della Difesa Guido Crosetto ha firmato il decreto che istituisce un Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della cultura della Difesa. Il Programma di comunicazione del ministero per il 2026 mette tra gli obiettivi “informare l’opinione pubblica sulla necessità di maggiori investimenti in Difesa” e valorizzare lo “status militare”. Ad agosto 2023 il ministero dell’Istruzione e del merito ha sottoscritto con la Marina militare un accordo quadro che prevede anche imbarchi per gli studenti dei tecnici e dei professionali. Antonio Mazzeo, docente tra i fondatori dell’Osservatorio, a fine 2024 descriveva un processo che «appare inarrestabile».

Sullo sfondo c’è un problema di organici. A novembre 2025 Crosetto ha detto di voler portare un disegno di legge per un servizio militare volontario, e di volere almeno 30mila unità in più rispetto ai poco più di 160mila di oggi. Ad aprile, nella lectio magistralis al Centro alti studi Difesa, ha spiegato che la sua cultura della Difesa riguarda l’intera comunità nazionale. Va intesa, ha detto, «non come una cultura della militarizzazione», e la frase è testuale: «Concerne la scuola».

Concerne la scuola, appunto. Così il progetto toscano di quest’anno prevede genitori in mimetica alle elementari, con penne e quaderni. E chi insegna, per tenersi la propria classe, deve aspettare che un osservatorio di insegnanti gli spedisca il manuale.