Cuperlo fa il sarto. Vuole ricucire il Pd e inizia dando le colpe della spaccatura a Renzi

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Il tentativo è quello di ricucire il Pd dopo le divisioni delle ultime settimane. Gianni Cuperlo, ex sfidante di Matteo Renzi alle primarie dem, in un’intervista a La Stampa, si propone in versione “sarto“: così ha rilanciato il suo impegno per ridurre le distanze tra le varie posizioni nel partito. “L’unità del Pd e della sinistra non è un totem o un atto di fede: conta su cosa e come la costruisci. Ma serve la volontà di raggiungerla quell’unità”, ha spiegato il deputato, partendo dal concetto che “è stato Renzi a iniziare il rodeo”. Insomma, va bene il riavvicinamento la per l’esponente della minoranza è bene chiarire le responsabilità. “L’errore più grande è nell’idea che l’autorevolezza del leader passi dalla divisione del suo Paese e del suo campo. Passare dalla rottamazione spinta alla divisione del mondo tra innovatori e conservatori, amici e nemici, prima che una caricatura è un abbaglio”, ha aggiunto.

Entrando nel dettaglio dell’accordo sull’Italicum, Cuperlo ha sottolineato: “Io non ho mai pensato che cambiare l’Italicum o eleggere direttamente i senatori fosse una concessione alle minoranze ma la via per istituzioni un po’ più solide. E anche il modo per ridare ossigeno a un centrosinistra più largo di noi. Perché questo dovrebbe esser chiaro a tutti: il Pd da solo non vince, ma senza il Pd a non vincere è la sinistra”. Il vero obiettivo resta quindi l’allontanamento della scissione, parola tornata di moda a sinistra nelle ultime settimane. “Se alzo lo sguardo sul mondo temo il fallimento di questo progetto perché ricadrebbe su tutto il centrosinistra. Mi batto per evitarlo, ma è una sfida che non si vince in pochi. E la premessa è un Pd ancorato a sinistra”.