Il cyberspazio italiano è un colabrodo. Gabrielli: “Preoccupato da fortissime criticità. Subito l’ok al decreto legge che istituisce l’Agenzia nazionale”

Franco Gabrielli
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Lo stato della cybersicurezza dell’Italia è “abbastanza critico”. A dirlo è il sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli. “Sono fortemente preoccupato – ha detto l’ex capo della Polizia alle Commissioni Affari costituzionali e Trasporti della Camera – perché la stragrande maggioranza della struttura cibernetica del paese sotto il profilo pubblico presenta fortissime criticità”.

Gabrielli ha rilanciato l’allarme sulla necessità che il Paese si doti prima possibile di strutture e capacità adeguate a fronteggiare le minacce ed ha sottolineato l’urgenza che il decreto legge con cui è stata istituita l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza venga convertito in legge in tempi brevi. Secondo Gabriele l’Italia è esposta ai rischio che arrivano dal cyberspazio in quanto è “arrivata tardi sull’argomento”. Il sottosegretario ha ricordato che in Germania l’agenzia per la cybersicurezza è nata nel 1991 e ha 1.200 dipendenti, mentre in Francia esiste una struttura operativa dal 2009 ne conta più di mille.

Le infrastrutture critiche, ha spiegato ancora Gabrielli, e quelle che hanno a che fare con i settori essenziali di uno stato sono sottoposte “a minacce di ogni tipo, della criminalità organizzata, del terrorismo e anche da parte di soggetti che fanno riferimento ad interessi statuali poiché il dominio cibernetico sarà sempre più un elemento in cui si misurerà la competizione tra stati”. C’è dunque la necessità, ha sottolineato ancora il sottosegretario, di “dotarci quanto prima di una struttura” che possa far fronte a questo ritardo e che dovrà occuparsi di tutto ciò che ha a che fare con la “resilienza cibernetica”, attività che avrà a che fare con la Sicurezza nazionale ma sarà ben distinta dall’intelligence.

L’istituzione dell’Agenzia nasce anche dalla necessità di risolvere le “fibrillazioni” all’interno del comparto intelligence, al quale era stata attribuita tutta la materia della cybersecurity. “La situazione del comparto rispetto al tema della cybersicurezza – ha sottolineato ancora Gabrielli – era assolutamente critica, si era creato un meccanismo ipertrofico in capo al Dis che stravolgeva completamente la 124 e stava producendo grandi fibrillazioni poiché le Agenzie, giustamente, chiedevano un’operatività che spesso collideva con il ruolo del Dis. L’Agenzia – ha garantito il sottosegretario – non sarà un elemento di indebolimento del comparto, ma lo rafforzerà perché il comparto tornerà a fare quel che deve fare, far funzionare l’attività d’intelligence per la sicurezza del paese”.

Ora, dunque, spetta al Parlamento convertire in legge il decreto legge (qui il testo) che istituisce l’Agenzia e Gabrielli chiede che si segua un iter veloce. “Non possiamo più permetterci di perdere tempo su una tematica che può non viaggiare alla velocità della luce ma non può viaggiare alle tempistiche a cui siamo abituati”.

“Ha ragione Franco Gabrielli, bisogna accelerare, come ha ribadito pochi giorni fa il Pd, sul dl per istituire l’Agenzia unica. La sicurezza cyber rappresenta un asset strategico fondamentale per la sicurezza e gli interessi nazionali. Le forze politiche non perdano tempo e agiscano senza indugi” ha detto, commentando l’audizione di Gabrielli, il responsabile per le Politiche per la sicurezza nella segreteria del Pd, Enrico Borghi.

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