Da “che fai mi cacci” a “che fai scappi”. La Lega non sa che pesci pigliare sulla Gregoretti. Dal Pd a LeU parte lo sfottò contro Salvini. Grasso citofona in Via Bellerio: “Scusi, lei fugge?”

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Secondo l’atto di citazione contro Matteo Salvini del Tribunale dei ministri di Catania non c’era “nessun preminente interesse pubblico” e “nessun pericolo nemmeno per l’ordine pubblico”. Domani in Senato sarà la leghista Erika Stefani a riferire sull’esito della votazione in Giunta: l’assemblea potrà limitarsi a prendere atto delle decisioni della stessa e confermare l’autorizzazione a procedere senza altre votazioni, oppure su richiesta di 20 senatori di orientamento diverso da quello emerso in giunta, potrà procedere ad un’ulteriore votazione. Ma in realtà l’esito è comunque scontato, dato che i 5stelle stavolta non salveranno l’ex alleato e il Pd, Italia Viva e Leu sostengono che Salvini andasse processato già per il caso della Diciotti.

Chiarissimo in merito Luigi Di Maio: “La nave Diciotti la bloccammo perché l’Unione europea non voleva prendersi una parte dei migranti. Il caso Gregoretti è arrivato un anno dopo ed è propaganda perché la redistribuzione era già in corso in tutta Europa”. Non a caso la senatrice della Lega, l’avvocato Giulia Bongiorno, ha consigliato a Salvini, in vista del probabile processo, di non spingere il gruppo parlamentare del Carroccio per il sì all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Da parte sua il leader della Lega non ha ancora dato indicazione ai suoi su come comportarsi in aula ma le reazioni da parte della maggioranza sono state tranchant: “Prima delle elezioni regionali ha sbandierato che voleva andare a processo sul caso Gregoretti. Scusi Salvini, conferma o scappa?”. Così sui social network il senatore di Liberi e uguali, Pietro Grasso (nella foto), commenta il fatto che il leader della Lega possa di fatto contraddire quanto annunciato durante la campagna elettorale in merito all’autorizzazione a procedere sul caso Gregoretti, quando i suoi in giunta delle immunità si espressero per mandarlo a processo.

Il post, sarcastico, è anche accompagnato dall’immagine di Salvini al citofono, con aggiunta della frase “Scusi lei scappa?”. La contraddizione viene sottolineata anche dal vicepresidente dei senatori Pd Franco Mirabelli: “Salvini continua a comportarsi in maniera schizofrenica. Ancora una volta, dopo averlo fatto anche in occasione della vicenda della Diciotti, dice ‘processatemi’. Poi sempre su suggerimento di Giulia Bongiorno, cambia opinione. In occasione della vicenda Diciotti pose addirittura una sorta di questione di fiducia per l’allora governo gialloverde. Ora sulla Gregoretti – continua il dem – ha fatto la stessa cosa: in campagna elettorale in vista del voto in Emilia si presenta come martire e vittima di un attacco dei magistrati, mostra il petto e dice processatemi, facendo votare i suoi senatori a favore del processo, e adesso, visto che qualcuno gli spiega che forse quello che ha fatto non è propriamente nelle regole e che quindi rischia, fa l’ennesima retromarcia”.

Ufficialmente il leader della Lega non si è espresso, anzi, spavaldo come al solito, si è detto pronto a farsi processare. E i senatori del suo partito non potranno che attenersi alle sue indicazioni, perché l’ultima parola spetta su tutto al Capitano. Sempre. Di certo domani la seduta partirà con la relazione della leghisa Erika Stefani, quindi si aprirà un dibattito durante il quale potrà essere presentato un documento per chiedere di cambiare le decisioni della Giunta. La maggioranza, favorevole al processo nei confronti di Salvini, confermerà la deliberazione del 20 gennaio scorso. Non presenterà, quindi, alcun testo, che potrebbero invece presentare Lega, Fi e Fdi. E qui cominciano i dubbi. In Giunta, a pochi giorni dalle Regionali in Emilia, Salvini fece votare la Lega a favore del processo, mandando in minoranza Fi e Fdi che, con la relazione del presidente Maurizio Gasparri, avevano chiesto di fermare il processo. Ma stavolta che farà?