Da Matera agli Stati Generali. La sfida è l’unità dei Cinque Stelle. Di Maio in Basilicata dal neosindaco grillino Bennardi. Parte da qui la marcia per rafforzare il Movimento

di Giuseppe Vatinno
Politica

Oggi a Matera con il neosindaco Domenico Bennardi, ci sarà un incontro fortemente voluto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio per festeggiare l’evento. Una sorta di riunione celebrativa – anche se la riunione in piazza è stata annullata per via dell’impennata dei contagi – per l’importante dono di un capoluogo di provincia. “Sarà l’occasione per augurare buon lavoro a Bennardi e a tutti i sindaci e consiglieri eletti in questa tornata con il Movimento, che ha visto anche l’affermazione del referendum sul taglio dei parlamentari con il 70% di Sì”, hanno rilanciato Di Maio e Crimi sui social.

Un evento, quello di oggi, che però acquista una particolare rilevanza alla luce del fatto che è iniziato il percorso che porterà ai tanto attesi Stati Generali del 7 e 8 novembre a Roma. In pratica sarà quella l’occasione di un rilancio del Movimento, dopo il grande successo elettorale alle politiche del 2018 e il seguente appannamento alle Regionali e soprattutto alle Europee. Per questo gli Stati Generali, così travagliati nella loro preparazione, costituiranno un evento storico. La società cambia, la politica anche, gli eventi si susseguono e molti tabù del passato non ci sono più o potrebbero presto venire meno. Vi ricordate quando il Movimento non voleva andare in Tv, anzi lo vietava? Altri tempi.

C’è chi sostiene che il prossimo tabù da infrangere sarà il limite dei due mandati per i parlamentari Cinque Stelle che permetterà a Virginia Raggi, Luigi Di Maio e quasi tutta la nomenklatura di essere ricandidati. L’unica opposizione a questo progetto viene da Alessandro Di Battista e da Davide Casaleggio che memori degli insegnamenti del fondatore si oppongono veementemente, anche perché l’ex deputato di mandati ne ha fatto solo uno mentre tutti gli altri sono già al secondo giro di giostra. Tuttavia c’è da considerare che alla fine occorre, anche per chi è un “duro e puro”, prendere atto che, appunto, i tempi sono cambiati e che costruire una classe dirigente è una cosa veramente molto complessa e che non si improvvisa.

Tenere il limite dei due mandati vorrebbe infatti dire disperdere tutta l’esperienza e la capacità amministrativa che si è andata sedimentando negli anni per ricominciare da tutto dall’inizio. Ad esempio, l’esperienza accumulata da Luigi Di Maio, già vicepresidente della Camera, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, capo politico del Movimento, vicepremier ed ora ministro degli Esteri è un patrimonio obiettivamente impossibile da ricostruire in breve tempo e tutto questo sarebbe perso senza il terzo mandato. Di Maio è l’unico che ha messo la faccia sul referendum percorrendo in lungo e in largo tutta l’Italia, ed è obiettivamente il vero fuoriclasse della squadra pentastellata.

Ecco perché occorre fecondare il territorio per preparare le assemblee regionali al cambiamento dettato dal rapido evolversi degli eventi. E Matera con il meraviglioso panorama dei suoi Sassi, è sicuramente il luogo ideale per festeggiare sì, ma anche per ragionare sul futuro prossimo venturo quando il Movimento verrà chiamato a scelte difficili e ad un rilancio che presuppone una unità dell’agire politico (non del pensiero, si badi bene). Di Battista e Casaleggio sono parti importanti dei Cinque Stelle e l’appello fatto da Di Maio all’unità non è certo casuale. Da Matera inizia un nuovo percorso, un nuovo viaggio. È finita la quarantena politica dopo il risultato delle Europee dello scorso anno. Adesso si può finalmente ripartire.