Da Meloni nuovo attacco alle toghe: sulla sicurezza vanifica il lavoro delle Forze dell’Ordine e del Parlamento

Meloni nel corso della conferenza stampa di fine- inizio – anno lancia pesantissime accuse alle toghe e all'Anm

Da Meloni nuovo attacco alle toghe: sulla sicurezza vanifica il lavoro delle Forze dell’Ordine e del Parlamento

Assicura che da parte sua non c’è nessun attacco, che non c’è alcuno scontro tra poteri. Ma la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di fine- inizio – anno lancia pesantissime accuse ai magistrati, che in questi oltre tre anni di governo delle destre non sono mai mancate. Sulla sicurezza, sostiene Meloni, le toghe spesso rendono vano il lavoro delle forze dell’Ordine e del Parlamento.

Da Meloni nuovo attacco alle toghe: sulla sicurezza vanifica il lavoro delle Forze dell’Ordine e del Parlamento

“Se vogliamo – dichiara – garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell’imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l’espulsione e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento”.

Meloni attacca l’Anm

E a chi le chiede se così dicendo non delegittima la magistratura replica: “Ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati sulle questioni di sicurezza. Chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a quelle responsabilità. Il tema della delegittimazione non c’è. Delegittima i magistrati la campagna dell’Anm che è stata fatta nelle stazioni. Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima. Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti”.

E la premier ha aggiunto: la campagna dell’Anm “mi fa arrabbiare perché ci accusano di una cosa che è esattamente il contrario di quello che facciamo con la riforma. Quale sarebbe l’articolo della legge che dice che i giudici verranno sottomessi alla politica? Quello che facciamo noi è togliere al Parlamento la possibilità di eleggere un pezzo del Csm, quindi semmai stiamo togliendo la possibilità della politica di influenzare il lavoro dei magistrati, questa è la realtà”.

La replica di Grosso

“Rifiutiamo la campagna di delegittimazione che è in corso nei confronti del Comitato Giusto Dire no: ciò che è stato scritto sui nostri manifesti è frutto di ciò che stato affermato dal ministro della Giustizia”, ha afferma in una nota il presidente del Comitato Giusto Dire No, Enrico Grosso.  “La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa per la stessa tenuta dello Stato di diritto”, è invece la dura replica dell’Anm.