Da Nord a Sud dilagano le truffe delle mascherine. Nella Capitale un farmacista applicava rincari del 330% e a Ravenna fino al 1.700%

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Con il Paese nel pieno di una crisi sanitaria di proporzioni mai viste, c’è chi sta cercando di far soldi a palate sulla pelle dei cittadini. È di ieri la notizia di altri due casi, uno a Roma e uno a Florida nel siracusano, di esercizi commerciali trovati con le mani nel sacco a vendere mascherine, gel e prodotti igienizzanti, a prezzi a dir poco fuori mercato. Nella Capitale, dove ultimamente episodi simili si sono ripetuti con preoccupante frequenza, questa volta il triste protagonista di quella che appare come una spregevole truffa è stato un farmacista.

In tempi di penuria di dispositivi di protezione, cosa che non risparmia neanche il personale degli ospedali come appare chiaro dalle cronache quotidiane, molti cittadini si sono scatenati in una caccia alle tanto agognate mascherine che, però, sono a dir poco introvabili. Così qualche negoziante, fortunatamente una sparuta ma rumorosa minoranza, ha deciso di far levitare i prezzi e racimolare un cospicuo gruzzoletto.

PREZZI SHOCK. Proprio come accaduto in zona Piazza Maggiore dove un cliente, avuto notizia che nella farmacia vicino casa erano disponibili delle mascherine, si è precipitato ad acquistarle. Qui, però, la brutta sorpresa. I dispositivi di tipo Ffp3, ossia il massimo grado di protezione, erano venduti a 30 euro l’uno quando il loro prezzo, in tempi normali, difficilmente sfonda l’euro. Per questo è scattata la denuncia al commissariato Porta Maggiore con gli agenti che hanno scoperto una situazione peggiore di quanto si potesse immaginare. Ad un attento esame della merce esposta, mettendo a confronto il prezzo di acquisto con quello di vendita, la maggiorazione sul prezzo è risultata del 333% di 3.891 mascherine Ffp1, oltretutto prive di marchio Ce, del 272% su 37 mascherine Ffp3 e 29% su 354 flaconi da 100 ml di gel igienizzante venduti ad 8 euro ciascuno. Il titolare della farmacia, un 40enne italiano, è stato denunciato per manovre speculative su merci e frode in commercio, reato per il quale rischia da 6 mesi a 3 anni di reclusione.

PROBLEMA GENERALE. Stessa storia registrata ieri anche a Florida, paese in provincia di Siracusa, dove sono state sequestrate più di cento mascherine Ffp1, ossia le meno protettive, in un negozio di ferramenta. Dispositivi venduti al pubblico, con valvola e senza, rispettivamente a 30 e 10 euro con rincari stratosferici compresi tra il 500% e il 900% del loro prezzo normale. Ma guai a pensare che il problema riguardi esclusivamente il centro e il Sud Italia. Come spiegato dal Comandante dei Carabinieri per la tutela della Salute, Adelmo Lusi, oltre 17 mila igienizzanti illegali sono stati tolti dal mercato, 1.200 apparecchiature mediche sequestrate, 1,9 milioni di farmaci e 170 mila mascherine e guanti requisiti, nell’intero territorio nazionale.

Ad esempio a Ravenna, sabato scorso, i finanzieri hanno scoperto e denunciato alcuni negozianti per aver applicato, alle arcinote mascherine, rincari superiori al 1000% e con punte fino al 1.700%. Non va meglio neanche nella martoriata Lombardia, epicentro dell’epidemia, dove nei giorni scorsi sono fioccate le denunce e hanno fatto il giro del web le foto degli scontrini di una farmacia nel centro di Milano in cui quattro mascherine Ffp3 sono state pagate 240 euro.