Da oggi è obbligatorio avere sempre con sé la mascherina. Va indossata anche all’aperto. Speranza: “Lavoriamo giorno e notte per evitare un nuovo lockdown”

di Clemente Pistilli
Politica

Via libera da parte del Consiglio dei ministri alla proroga, fino al 15 ottobre, del Dpcm con le norme anti-Covid e da subito obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto. Entro il 15 ottobre andrà poi adottato un nuovo Decreto per confermare o aggiornare tali regole. Questo quanto deciso ieri a Palazzo Chigi dopo il voto favorevole da parte anche della Camera alla risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni svolte martedì a Montecitorio dal ministro della salute Roberto Speranza sulle misure di contenimento del coronavirus.

IL PUNTO. Il Consiglio dei ministri, su proposta del premier Giuseppe Conte e vista la nota del ministro della salute e il parere del Comitato tecnico-scientifico, ha deliberato la proroga fino al 31 gennaio 2021 dello stato d’emergenza. Possibile così per il Governo adottare misure per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus che, “in relazione all’andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente”, potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili.

“La situazione è seria – ha detto il ministro Speranza -, alzare il livello di attenzione. Lavoriamo giorno e notte per evitare un nuovo lockdown nazionale. Ogni giorno valutiamo il quadro epidemiologico e sappiamo che ogni lockdown ha un costo, ma i risultati che ci saranno tra due, tre o quattro settimane non sono scritti nel cielo. Nessuno ha certezza su quello che avverrà, dipende molto dai comportamenti delle persone, per questo il lavaggio delle mani, la distanza sociale e l’uso delle mascherine sono la chiave per abbattere questo virus”.

Obbligatorio poi da subito appunto avere sempre con sé la mascherina, che andrà sempre indossata anche all’aperto, fatta eccezione per i casi in cui, “per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto”, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. In pratica niente mascherina se si cammina da soli in un bosco. Confermati i protocolli e le linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, mantenendo a tal fine le regole di sicurezza attualmente vigenti nei luoghi di lavoro.

Disposizioni che non valgono però per i bambini fino a sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi si trovino nella stessa incompatibilità. L’uso della mascherina non è inoltre obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva. Per quanto riguarda invece le Regioni, è possibile per i governatori introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, ma solo per misure maggiormente restrittive.

Prevista quindi l’interoperabilità dell’App “Immuni” con le piattaforme che operano, con le stesse finalità, nel territorio dell’Unione europea, ed esteso il periodo di utilizzo della stessa applicazione. Differiti al 31 ottobre i termini per l’invio delle domande relativi ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria collegati all’emergenza Covid e prorogata al 31 dicembre l’operatività di specifiche disposizioni connesse all’emergenza.

PROVE D’INTESA. Migliorano anche i rapporti tra Palazzo Chigi e le Regioni. “Già il fatto che il Governo abbia introdotto la possibilità di un confronto delle Regioni con il ministro della Salute per eventuali ordinanze anti-Covid migliorative rispetto alle misure nazionali, che le Regioni potranno prendere in futuro, credo che sia un passo avanti del confronto che abbiamo avuto con il presidente del Consiglio e i ministri interessati”, ha dichiarato il governatore della Liguria, Giovanni Toti, al termine del confronto tra gli stessi governatori e i ministri per gli affari regionali e la salute, Francesco Boccia e Roberto Speranza.

“Chi dice che avere meno sicurezza sanitaria fa correre il paese dice una cavolata, una mera bugia. Un paese che sta meglio sul piano sanitario può crescere di più”, ha sottolineato il ministro Speranza. “Non facciamoci incastrare da questo gioco – ha aggiunto – di chi dice troppe regole, troppi vincoli, come possiamo ripartire? è il contrario, si riparte se garantiamo la sicurezza e il benessere alle persone”.