Da Renzi squadrismo mediatico ma il Movimento 5 Stelle non si fa intimidire. Parla il vicepresidente del gruppo al Senato, Gianluca Ferrara: “Il leader di Italia Viva ha il dovere etico di chiarire i fatti”

M5S Ferrara
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“Renzi ha il dovere etico di chiarire questo tentativo di squadrismo mediatico ordito nei confronti” del Movimento 5 Stelle. A dirlo è Gianluca Ferrara, vice presidente del gruppo M5S a Palazzo Madama.

Sul blog dei 5 Stelle è comparso un elenco di tredici domande, dopo le rivelazioni sul caso Open e sui viaggi in Arabia Saudita, rivolte a Matteo Renzi. Trait d’union dei quesiti è la presunta macchina del fango ordita contro M5S. Perché secondo lei il senatore toscano farebbe bene a rispondere?
“Per trasparenza. Comprendo che il binomio Renzi-trasparenza è un ossimoro, ma ciò che emerge da queste intercettazioni è raccapricciante. Renzi ha il dovere etico di chiarire questo tentativo di squadrismo mediatico ordito nei nostri confronti. E dovrebbe altresì chiarire come possa aver ricevuto 19 mila euro dai Benetton nonostante la tragedia del ponte Morandi, mentre il governo – anche quello di cui faceva parte Italia Viva – e il Parlamento discutevano proprio delle concessioni autostradali e di Aspi”.

Renzi in pubblico condanna le fake news mentre in privato non sembra fare altrettanto. Che le cose stiano così lo si evince dalla mancata presa di distanze dai propri collaboratori e dall’aver difeso Rondolino definendolo uno “stimato giornalista”. Perché politicamente questo aspetto è tanto importante?
“È assurdo definire ‘uno stimato giornalista’ un individuo come Rondolino, che anelava costruire una struttura ad hoc per realizzare inchieste allusive intrinsecamente diffamanti. A mio avviso la cruda verità è che probabilmente era proprio Renzi l’ispiratore del tentativo di demolire politicamente il Movimento 5 Stelle. Del resto stiamo parlando di una persona che reputa amico un criminale come Bin Salman, che secondo la comunità internazionale è il mandante dell’omicidio del giornalista Khasoggi”.

Il Movimento chiede a Renzi di unirsi alla battaglia per introdurre una più stringente normativa sul conflitto di interessi “con esplicito divieto di ricevere finanziamenti da governi stranieri”. Crede davvero che il leader di Italia Viva vi seguirà?
“Quasi un anno fa ho depositato in Senato un disegno di legge mirante a vietare che un parlamentare in carica possa ricevere finanziamenti da fondazioni o Stati stranieri. Non credo che Renzi lo firmerà… Del resto frequenta più Ryad che Palazzo Madama, anche il giorno in cui il suo partito in maniera ignobile ha affossato il ddl Zan, lui era in Arabia Saudita”.

Proprio in risposta alle famose domande, Renzi ha rilanciato chiedendo un confronto tv con Conte. Quest’ultimo, però, ha rifiutato di prendere parte all’ennesima rissa televisiva. Concorda con la decisione del leader del Movimento 5 Stelle?
“Come ha detto proprio Giuseppe Conte, Renzi pensa di ridurre tutto all’ennesima esibizione mediatica. Le questioni sollevate dal M5S sono molto serie e lui deve rispondere in maniera puntuale, senza sceneggiate che servono solo a buttare la palla in tribuna, come ha già fatto su La 7”.

Negli ultimi giorni a far rumore è la richiesta di immunità presentata da Renzi al presidente del Senato Casellati in relazione alle sue conversazioni captate nell’inchiesta Open. La pratica è stata subito girata alla Giunta di Palazzo Madama ma poco dopo, incredibilmente, Renzi ha fatto dietrofront dicendo di non aver mai voluto chiedere l’immunità. Ci può spiegare cosa sta succedendo?
“È successo che il collega Renzi, il quale in passato si era più volte pronunciato contro l’immunità, nel momento del bisogno ne sta facendo richiesta. Sta chiedendo di stoppare l’approfondimento di vicende che lo coinvolgono in prima persona. L’ennesimo atto di incoerenza che non sorprende, del resto si tratta della stessa persona che nel 2016 aveva promesso che si sarebbe ritirato dalla politica nel caso in cui fosse stato sconfitto sul referendum sulla riforma costituzionale”.

Micciché ha rivelato che Renzi è pronto a sostenere Silvio Berlusconi nella corsa al Quirinale. Il leader di Italia Viva ha smentito tale eventualità ma poco dopo è stato sbugiardato dal forzista Micciché che ha ribadito tutto. A che gioco sta giocando Renzi?
“È il suo solito gioco torbido. Non mi stupisco che Renzi sostenga Silvio Berlusconi, del resto mi sembra un suo più che degno erede. Il Paese ha bisogno di una figura in grado di rappresentare tutti con dignità e competenza, come fatto dal presidente Sergio Mattarella. Il Quirinale è il luogo istituzionale sacro non idoneo per il bunga bunga o magari ricevere criminali come Bin Salman”.