Da Salvini alla Meloni, il nuovo partito dei rosiconi. La leader di FdI ironizza sulla piattaforma Truffeau. Matteo se la prende con i giallorossi. Ma la colpa è solo sua

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C’è Matteo Salvini che spara a zero contro gli ex alleati gridando all’inciucio. E a dargli manforte arriva pure Giorgia Meloni che punta il dito contro la piattaforma Tuffeau. Fingendo, l’uno e l’altra, di non vedere ciò che ormai è evidente a tutti. Che il vero artefice del Governo giallorosso è stato, innanzitutto, proprio l’incauto Capitano. La presidente di Fratelli d’Italia che già si vedeva ministra della Repubblica in un possibile Governo Salvini dovrà rimandare il ritorno al potere. “Il più grande esercizio di democrazia sono le libere elezioni, non la farsa della Piattaforma Trouffeau a cui, numeri alla mano, ha partecipato lo 0,7% dell’elettorato del M5S e ha detto sì lo 0,5%. Fratelli d’Italia non cambia idea: il giorno della fiducia scenderemo in piazza Montecitorio insieme a tutti gli italiani che dicono no al patto della poltrona e chiedono #elezionisubito”, scrive su Facebook. E Salvini? Dopo aver sfasciato l’alleanza con i Cinque Stelle, ebbro dei bagni di folla (e mojito) al Papeete Beach, ora picchia sugli ex alleati: “Questo governo nasce come governo dei perdenti e dei poltronari uniti dall’unico collante dell’odio contro la Lega e contro chi non la pensa come loro, che però è la maggioranza delle persone. Non andrete lontano, non siete d’accordo su niente”. Ma detto da lui che la poltrona di ministro non l’ha mollata neppure dopo aver presentato la mozione di sfiducia a Conte da, francamente, un po’ ridere.