Da Torino a Milano, sul mercato finisce di tutto

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Autostrade, parcheggi, termovalorizzatori e trasporto pubblico locale. Mentre si stanno per chiudere i bilanci dell’anno in corso, sono numerosi gli enti locali che cercano di fare cassa vendendo tutto il possibile. Con il rischio, vista la fretta di mettere fieno in cascina, di buttare via alcune partecipazioni a prezzo di saldo. Per carità, non tutto il male viene per nuocere. In Italia esistono 8 mila partecipate dalle amministrazioni locali che spesso e volentieri sono un pozzo senza fondo. Un piano di cessioni, seppur spinto da un asfissiante patto di stabilità, potrebbe quindi da questo punto di vista avere un effetto benefico. Il fatto è, però, che si dovrebbe cercare di vendere a un prezzo giusto, soprattutto considerando che il ricavato delle varie operazione deve poi essere messo a disposizione dei cittadini in termini di offerta dei servizi pubblici e (magari) di un Fisco locale meno pressante. Tra i più attivi sul mercato c’è il comune di Torino, guidato da Piero Fassino (Pd). Dopo aver ereditato dalle gestioni passate un debito monstre di 3 miliardi di euro, il comune ha già perfezionato la cessione delle quote che deteneva in Sagat, società che gestisce l’aeroporto di Torino, in Trm, azienda che sta costruendo il termovalorizzatore, e in Amiat, società dei rifiuti. In tutte le circostanze incassando meno di quanto si aspettava (vedi La Notizia del 30 ottobre scorso). E adesso Fassino ha messo sul mercato pure la società che a breve si troverà a gestire i parcheggi comunali, dopo il trasferimento del relativo ramo d’azienda oggi in capo alla Gtt, la holding del trasporto pubblico comunale che pure si era già tentato di vendere. Nel caso dei parcheggi l’obiettivo è ricavare almeno 30 milioni di euro. La provincia di Milano, presieduta da Guido Podestà (Pdl), sta dal canto suo tentando per l’ennesima volta di mettere all’asta la quota del 52,9% detenuta nella Milano Serravalle, la società che gestisce l’autostrada A7. Ebbene, gli ultimi documenti mettono la società sul mercato a 4 euro ad azione, con una speranza d’incasso di 380 milioni (vedi La Notizia del 10 novembre scorso). Pochi mesi fa una precedente asta aveva provato a cedere il pacchetto a 4,45 euro ad azione. Senza contare che nel 2005, l’allora presidente della provincia Filippo Penati (Pd) aveva acquistato il 15% dell’autostrada a 8,8 euro ad azione, rilevandolo dal gruppo Gavio che non molto tempo prima l’aveva preso a 2,9 euro. Una vicenda incredibile.